| Stonehenge e il Mistero del Sole |
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I riti sacri e le cerimonie misteriche che si riferivano al sorgere del Sole al Solstizio d'Estate, risalgono ai più antichi centri iniziatici, e sono testimoniati dall'orientamento di alcuni templi. Un famoso esempio è la costruzione megalitica di Stonehenge, in Inghilterra. Stonehenge era stata costruita deliberatamente e coscientemente come un tempio / osservatorio. I suoi costruttori avevano capacità cognitive sufficienti a comprendere e valutare cicli celesti, e capacità organizzative abbastanza raffinate per progettare un'impresa di costruzione di grandi dimensioni secondo un piano elaborato in modo preciso e determinato.
Poiché Stonehenge risale al 2500 a.C., questa spiegazione si trova in contrasto con tutte le altre prove archeologiche, che invece mostrano i britanni di quest'epoca come selvaggi urlanti la cui cultura materiale non andava oltre una rozza ceramica e grossolani utensili in pietra. Questo dimostra che la tradizione sapienziale era unicamente patrimonio dei centri iniziatici, che la custodivano segretamente. Stonehenge è costituita da una serie di cerchi concentrici. Il primo cerchio, il più grande, è un fossato erboso della profondità di un metro circa, e del diametro di un centinaio di metri. Immediatamente all'interno del fossato c'è un terrapieno ricoperto d'erba, alto oggi circa due metri e costruito presumibilmente con la terra tratta dal fossato stesso. Subito all'interno del terrapieno c'è un cerchio di buche, note come BUCHE DI AUBREY, dal loro scopritore seicentesco John Aubrey. Altri due anelli di buche - quelle più esterne note come BUCHE Y, quelle più interne come BUCHE Z - si trovano a una ventina di metri dal terrapieno circolare. I due anelli sono allineati in modo tale che le buche sembrano irradiarsi dalle pietre erette al centro del complesso, come le razze dal mozzo di una ruota. Viene poi il cerchio di pietre SARSEN, che rappresentano la struttura più famosa di Stonehenge. Un tempo questo cerchio era formato da 30 pietre infisse nel terreno, ciascuna delle quali pesava circa 25 tonnellate ed era stata sbozzata in figura press'a poco rettangolare. All'interno di questo anello di pietre sorgeva un altro cerchio, del diametro di circa 23 metri: quello delle così dette "pietre azzurre". Queste pietre non sono originarie dell'area del Wessex, e per molto tempo la loro provenienza rimase un mistero, finché non si identificò la loro origine nelle Montagne Prescelly, nel Galles. All'interno del doppio cerchio di Sarsen e di pietre azzurre, si trovavano 5 giganteschi triliti disposti a formare una sorta di ferro di cavallo aperto in direzione nord-nordest. Come suggerisce il loro nome, i triliti erano archi indipendenti formati da tre pietre, due verticali ed una terza collocata sopra di esse orizzontalmente e fissata ad incastro con mortasa e tenone. I triliti, di un'arenaria simile a quella dei Sarsen, sono impressionanti sotto ogni punto di vista, con i due lastroni verticali del peso medio di circa 50 tonnellate ciascuno e dell' altezza di 6, 7 metri e mezzo. All'interno del ferro di cavallo costituito dai triliti si trova un grande lastrone piano, chiamato "la pietra dell'altare". A circa 77 metri dal centro del cerchio dei Sarsen, c'è una singola pietra eretta, nota come "pietra del tallone" (Heel Stone). Al di sopra di questa pietra sorge il Sole il giorno del Solstizio estivo. In coincidenza con determinati momenti astronomici, quali eclissi e solstizi, che segnavano nel calendario misterico le ricorrenze significative, gli antichi iniziati bretoni si davano appuntamento a Stonehenge per celebrare i loro riti. Entrando in processione, si disponevano gerarchicamente lungo i 3 cerchi del tempio megalitico; al centro il sacerdote, assistito dai dignitari del Tempio, celebrava il Mistero del dio Sole. Sir Fred Hoyle, uno fra gli astronomi britannici più famosi, pubblicò un articolo su "Nature" il 30 Luglio 1966. Quale che fosse l'opinione di qualsiasi archeologo, scrisse Hoyle, Stonehenge era un osservatorio astronomico e le buche di Aubrey facevano parte di un sistema per la predizione delle eclissi. Secondo Hoyle, il cerchio di Aubrey rappresentava l'Eclittica, e spostando lungo il cerchio degli indicatori, che dovevano rappresentare la Luna, il Sole ed i nodi, egli dimostrò che un osservatore poteva predire quasi tutte le eclissi lunari sulla terra con una certa precisione. La spiegazione di Hoyle, come gran parte della sua teoria cosmologica, era così densa, così matematica, che gli archeologi non riuscirono, ancora una volta, a conciliare l'evidente barbarie degli antichi britanni con la complessità concettuale del sistema. Alessandro Benassai estratto da Astrologia Iniziatica Scienza dei Magi |
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