| Premesse alla Cardiognosi |
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La Cardiognosi è uno degli aspetti dell’Ascesi Mistica , ma si devono vivere anche le altre ascesi. L’uomo è un insieme complicato compenetrato da insidie arimaniche. Vero è che per diventare santo deve ricevere la chiamata, il "fischio" di cui parlava Santa Teresa d’Avila nel Castello interiore, il fischio che è la Grazia, ma è pur anche vero che deve darsi da fare con tutti i mezzi archeosofici per predisporsi ad accogliere tale chiamata. Ricordate in ogni istante la frase iniziatica: "Il Regno dei Cieli si conquista con la forza" (Matteo,11:2). I metodi ascetici sinora adottati vanno integrati, perché gli Uomini hanno sottovalutato la legge di gravità fisica e la resistenza opposta dal corpo fisico. "Bussate e vi sarà aperto": d’accordo, ma per bussare ci vuole la mano solida per battere forte il portone dell’Eternità. E per iniziare a farci strada occorre la "Cardiognosi ". Si tratta di realizzare una "saldatura" tra noi e Cristo. Abbiamo detto "saldatura" perché nessuno è Dio, e nessuno può identificarsi all’Altissimo o sostituirsi a Lui. Questa divina saldatura è possibile, ma non è un dono gratuito, è una conquista, un’ascesi, e come tutte le ascesi è una faticosa ginnastica: azione metodica della "veglia ", dell’attenzione, al fine di denudare la coscienza delle immagini e dei concetti; esercizio che purifica e custodisce il cuore: in tal modo ricostituita l’energia divina nel "cuore intelligente", si opera la metamorfosi dell’uomo intero. Lo strumento efficace di questa attenta concentrazione è la preghiera a Gesù, vera chiave per aprire le porte del Paradiso: preghiera insegnata da Gesù stesso e tecnicamente spiegata da Origene, Istruttore delle due scuole esoteriche cristiane di Alessandria d’Egitto e Cesarea di Palestina. Il noûs, o lo spirito , possiamo definirlo come il principio della coscienza e della libertà personali. È stato creato per essere il "luogo di Dio", diciamo così "il punto di trasparenza fra la natura umana e la Grazia dello Spirito Santo". Lo spirito nello stato adamico originale era una sola saldatura con il cuore, mediate il quale comunicava a tutta la creazione la vita di Dio. Allora la sua attitudine era la memoria di Dio. Chiudendosi al Santo Spirito, lo spirito o noûs ha fatto scattare la caduta: separato dal cuore si è trovato come spezzato e proiettato nel mondo ormai disintegrato ed esteriorizzato. Il terso specchio del noûs, rivolto verso il niente, è ormai sporcato dai pensieri, dalle immagini, dalle associazioni implacabili e dalle passioni. E, come afferma San Gregorio Palamas nei suoi scritti, la salvezza venne dalla carne trasfigurata del Cristo comunicata dai Sacramenti: è perciò nel cuore, nella profondità della nostra natura innestata nella natura umana del Cristo, che sgorga la vita divina. Ma la vitale presenza del Cristo nel nostro cuore è incosciente. Si tratta di renderla cosciente, e ciò è possibile solo con il Nome di Gesù invocato con amore nel cuore, nel modo che spiegheremo. Il Nome invocato risveglia l’energia divina sommersa nella nostra coscienza. Quando la presenza eucaristica sarà realizzata nel cuore, l’Iniziato potrà sentirsi nello stato Adamico prima della separazione dello spirito dal cuore, cioè prima della separazione dello spirito dall’anima. L’intelletto, finalmente riunito al cuore, ridiventa il "luogo" e lo "specchio di Dio": "Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Iddio" (Matteo,5:8). dal capitolo "CHE COSA E' LA CARDIOGNOSI" estratto dal 11° Quaderno di Archeosofia |
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