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Musica e Creazione del Mondo
“La musica è intimamente collegata alla creazione del mondo, in qualsiasi modo sia avvenuta, perché il fondamento della creazione è il moto e perciò il suono.
 
L’Assoluto ha nella musica le potenti leve della manifestazione creativa. Egli, l’Assoluto, ha creato l’universo, cioè il mondo materiale, il mondo mentale, il mondo spirituale, insomma tutto ciò che esiste, attraverso il tempo, lo spazio e la causalità.

Fra l’Assoluto e l’Universo s’interpongono il tempo, lo spazio e la causalità che costituiscono l’essenza stessa del suono metafisico.
 
L’Antico Egitto enuncia e glorifica la potenza del Verbo creatore fin dall’anno 2500 prima di Gesù Cristo. Da quella arcaica rivelazione, la tradizione del Verbo creatore passò nella Bibbia per opera di Mosè nella Genesi fino a delinearsi nel mondo cristiano con l’Evangelo e l’Apocalisse secondo Giovanni.
 
Proprio nel Vangelo di Giovanni leggiamo (I capitolo, versetto 1-3) :
 
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio,
e il Verbo era Dio.
Questo nel principio era presso Dio.
Per mezzo di lui furono fatte tutte le cose”.
 
Se riflettiamo sul contenuto di questa frase espressa dal Discepolo prediletto del Messia e su quella biblica di Mosè nella Genesi 1,3: ”E Dio disse: sia la luce. E la luce fu… Facciamo l’Uomo a nostra immagine e somiglianza… E Dio creò l’Uomo… etc.”, allora possiamo penetrare, capire l’importanza della voce umana, della parola, del canto, della poesia e della musica” (cfr. T.Palamidessi, Trattato di Musica e Melurgia Archeosofica).
 
Dio è amore creativo ed è sempre stato Padre e Madre. La Creazione è un atto d’amore di Dio, amore infinito verso la sua creatura; e il Figlio di Dio ha dato a noi creature il comandamento:
 
Ama Iddio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze, … come te stesso…”.
 
Perché Dio creò il mondo non possiamo saperlo, possiamo solo dire che lo fece nel suo Amore. Egli creò per rivelare il suo eterno Amore a Se stesso, nella sua Creatura.
 
Nessuna creatura può derivare dallo stato d’essere puramente divino, poiché questo stato è privo di causa e di inizio, e non può essere fatto cominciare.
 
Quando trattiamo della creazione del mondo non trattiamo di cose lontane ed a noi estranee, ma di cose che stanno avvenendo in noi, non vi è nulla di più vicino a noi di tale nascita perché siamo in essa come
in nostra madre.
 
La Genesi rivelata da Mosè non va intesa come la storia della creazione fin dall’inizio, piuttosto è la storia del rinnovamento e della restaurazione del mondo precedentemente abitato e governato da angeli, un mondo etereo che venne gettato nel caos dall’orgogliosa disubbidienza a Dio.
 
L’Archeosofia crede nel male provocato da intelligenze divenute perverse, dette dalla Rivelazione “Angeli d’iniquità”, create libere e perfette, prima del mondo materiale e operanti nel male dopo la loro ribellione a Dio e la perdita del dono del libero arbitrio che le ha rese fisse nel solo male, negazione del bene, e lontane dalla Luce di Dio Uno e trino in uno stato denominato infernale.
 
Questo intero mondo, la profondità della terra e le sue vette, su fino al cielo e alle stelle, che possiamo vedere con gli occhi ma non comprendere con i nostri sensi, tutto questo spazio è un solo regno, il regno degli angeli prima della corruzione, un regno splendente di grande potenza; ma altri regni esistono al di là del cielo creato, regni abitati da puri spiriti che non sono mai caduti.
 
Prima del tempo della creazione del cielo, delle stelle, degli elementi, e anche prima della creazione degli angeli, non vi era altro che la Divinità, l’Amore infinito autorigenerante che concepiva la propria stessa immagine.
 
Il Cosmo e le creature angeliche come pure quelle umane non sono state create ab æterno, ciò è scritturale, ma ab æterno esistono le prefigurazioni e le preformazioni, le idee create nel Figlio in quanto Sapienza increata (Bereschid), simile a un mondo intelligibile delle idee archetipiche che riflette le immagini in Sofia, detta pure “la Sapienza creata".
 
L’uomo non esiste dall’eternità; solo come un’ombra apparve l’immagine, in cui Dio nella sua Sapienza sapeva tutte le cose dall’eternità, nello specchio della sua stessa Sapienza.
 
La sapienza è una immaginazione divina, in cui le idee degli angeli e delle anime sono state viste dall’eternità, non come creature sostanziali e attuali, bensì come non essenziali, come le immagini in
uno specchio.
  
Alessandro Benassai 
 
estratto da "MUSICA E CREAZIONE DEL MONDO"
 
 
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