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Il Nun (Antico Egitto)
Prima che qualunque forma di contrapposizione esistesse: il sì e il no, il più e il meno, il positivo e il negativo; prima che esistesse qualsiasi complementarità: l'alto e il basso, la luce e l'ombra, il maschile e il femminile; prima che ci fosse la presenza e l'assenza, la vita e la morte, il cielo e la terra; al di là di ogni nozione di spazio e di tempo, non c’era che un'unica, incomprensibile e innominabile Potenza, nuda e sola, inseparabile dal suo Nun, l'indefinibile oceano senza sponde, l'eterna ed infinita fonte degli Universi.

Il Nun venne concepito dai filosofi egizi come una sorta di fluido cosmico assai difficile da identificare, sempre associato a "Colui che è nascosto", suo unico padrone. Allegoricamente venne descritto come un pantano paludoso, una sorta di mescolanza stagnante di acqua e terra, dove vivono quattro coppie di serpenti e di rane:
 
Naun e Naunet, che significano: "le prime acque" e "l'inerzia";
Het e Hehet: "l'infinità spaziale";
Kek e Keket: "l'oscurità";
Amòn e Amònet: "Colui che è nascosto";
Niau e Niaut: "il vuoto".
 
Questi significati, che indicano le caratteristiche principali del Nun, consentono di definirlo come "uno spazio infinito (Het e Hehet), fluido e adinamico (Naun e Naunet), il vuoto (Niau e Niaut) che in principio era coperto da una tenebra (Kek e Keket), che nascondeva il volto di "Colui che è nascosto" (Amòn e Amònet).
 
Il Nun è dunque il "Nulla", lo "Zero assoluto", "il Vuoto", privo di qualsiasi forma, che con la creazione verrà illuminato dalle divine Energie increate (Neteru) di "Colui che è nascosto", il Deus Absconditus (Atùm) che si rivela come vita e come luce.
 
Il grande mistero della Creazione, il "passaggio" dal nulla all'essere, viene realizzato dalla Potenza Originaria che dall'Uno produrrà i Molti.
 
Il primo impulso è una proiezione dell'Amore (Eros) del futuro Creatore, che vuole conoscere (=amare) Se stesso e realizzare la consapevolezza di Sé con l'atto creativo e rivelativo.
 
 
 
 
Alessandro Benassai 
 
Estratto da " LA DOTTRINA DELL' «ANDARE E DEL RITORNO» E IL MISTERO DELLA SECONDA NASCITA"  
 
 
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