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Il Fuoco Sacro e la Leggenda di Roma
"La sede centrale dell'Ordine Iniziatico Loto+Croce è Roma, anche perché l'Urbe, in passato, fu un centro di irradiazione spirituale con il re Numa Pompilio, e più tardi con la stessa Ekklesia." Tommaso Palamidesi, 3° Quaderno di Archeosofia

Roma, dal greco "la Forza", fu il nome della sposa di Enea che accompagnò suo figlio Ascanio sulle coste dell'Etruria alla foce del Tevere dove fondò Albalonga che significa "monte su cui sorge il sole". Roma in caldaico significa "altezza del cielo" e "tempio di Dio", in sanscrito designa la "donna", la "sposa" giovane e bella, l' "amore".

Secondo la leggenda Roma fu fondata nel 753 a.C. da Romolo discendente di Enea dopo che ebbe tratto gli auspici dall'osservazione rituale del volo degli uccelli.
 
"Per prima cosa Romolo - narra Plutarco - chiamò dall'Etruria degli esperti, che gli spiegarono e insegnarono minuziosamente il cerimoniale prescritto dai testi sacri come se si trattasse di un rito magico.
 
Quindi fu scavato un fosso rotondo, del perimetro dell'attuale Comizio, e vi furono riposte le primizie di tutte le cose sancite dalla natura come necessarie alla vita umana. Poi ciascuno portò una manciata di terra del paese dal quale proveniva, e la gettò tra le primizie confondendole tutte assieme. Indi, preso il fosso, che designano con il nome usato anche per l'Universo, e cioè mundus, come centro di un cerchio, tracciarono in giro il perimetro della città".
 
Le "operazioni" simbolurgiche per la fondazione di Roma svelano tutto un procedere che ripete le fasi della creazione del mondo.
 
Roma è così il "tempio", la sede terrena di un nuovo Centro di irradiazione, il luogo segreto dove si trasferisce la Sapienza Arcaica, ritiratasi dagli antichi centri iniziatici delle civiltà in fase di sgretolamento, dalle "terre inaridite", per approdare con Enea in un nuova terra , la "terra vergine", la feconda "terra nera" o "terra di Saturno", l'Italia, la "terra dei tori", per un nuovo giorno di manifestazione. Romolo, figlio del Sole (Ilion), portatore del Lituus, lo scettro etrusco, è il "Raggio di Sole" che feconda la terra nera di Saturno, il primo Re d'Italia, il fondatore di Roma.

Il Cerchio con il punto nel centro, immagine della fondazione di Roma, è il simbolo alchemico del Sole e dello Zolfo, l'Io-Volontà nel cui Centro si nasconde l'origine del tutto manifesto ed emana la luce e la vita.
 
Il Punto è l'aspetto maschile-fecondatore della materia-vergine simboleggiata dal Cerchio. Dall' unione di questi due principi, l'Acqua e il Fuoco, nasce il Figlio del Sole, il cui emblema è il cerchio centrato dal punto, "Rama", il centro visibile dell'invisibile sorgente di ogni vita e di ogni luce.
 
Enea trasla nella nuova terra, l' Italia, il culto di Vesta Iliaca, la terra-madre del Sole, il trono del Fuoco-Unità di Pitagora, e occulta lo sterile Fuoco-Fecondatore nel Lazio (da lateo = nascondere), nella nuova sede: Roma, l'Urbe (dal verbo urvo = urbo = "tracciare con l'aratro il circuito d'una città da fondare"), la "terra consacrata" (= ara - ta) dal Re-Sacerdote Romolo, l'Altare dove le Vergini-Vestali sorvegliavano e custodivano il "sacro fuoco".
 
"A Numa come a Romolo - dice Plutarco - si ascrive pure la costruzione del santuario di Vesta, ov'è custodito il fuoco perenne. Questo edificio a forma circolare riproduce non la figura della terra, con cui è identificata Vesta, ma di tutto l'Universo, nel cui centro i Pitagorici pongono la sede del fuoco, che chiamano Vesta e Unità".
 
Numa, il primo "pontifex maximus", era il Re-Sacerdote che consacrava le vergini vestali, alle quali aveva affidato la custodia del fuoco sacro "perché riteneva l'essenza del fuoco pura e incorrotta quindi tale da dover essere affidata a persone illibate e immacolate, o perché associò alla verginità la natura improduttiva e sterile del fuoco".
 
"A Romolo come a Numa -continua Plutarco- si attribuisce anche l'istuituzione dell'ordine sacerdotale dei Pontefici e la venerazione del fuoco sacro secondo il culto che Enea avrebbe portato in Italia, chiamato di Vesta Iliaca."
 
Aineia, l'eroe troiano, fu messo in relazione con Ianus, l' Esistente, arcaica divinità italica solare (Iuno = Sole) il cui culto si associava a quello di Iana = Luna (Diana). Jano fu celebrato come il governatore dell'inizio e della fine delle cose (da Giano = Gennaio il primo mese dell'anno).
 
Alessandro Benassai 
 
estratto da "IL FUOCO SACRO E LA LEGGENDA DI ROMA"
 
 
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