| I Re Magi |
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I RE MAGI – I Re Magi, ossia re sacerdoti, sono tre misteriosi personaggi (“i loro corpi avevano delle ali”) che resero omaggio al nuovo Re Messia portandogli in dono le chiavi della conoscenza arcaica (La storia dei Tre Re, capitolo 47). Essi rappresentano un collegamento tra la fine e l’inizio di un ciclo di manifestazione. La visita dei tre re sacerdoti al Messia ricorda la visita dei tre angeli ad Abramo per annunciargli, con la distruzione di Sodoma e Gomorra, la fine dell’era della corruzione ed un nuovo inizio per la sua futura discendenza con la nascita di un figlio (l’erede).
I Re Magi possedevano la totalità delle conoscenze ermetiche; eccellevano in alchimia, astrologia, matematica, medicina, e secondo la leggenda erano i detentori delle monete d’oro che furono coniate da Abramo. Queste sarebbero appartenute in seguito a Giuseppe, alla regina di Saba e a Salomone. I Re Magi, dopo averle ritrovate, le offrirono alla Sacra Famiglia. Maria però le perse nel deserto d’Egitto dove un nomade le raccolse. Avendolo Gesù guarito da un male incurabile, l’uomo ne fece dono ad una comunità religiosa. Qualche anno più tardi i pezzi servirono per pagare il tradimento di Giuda, poi furono divisi tra la guardie del sepolcro e i cavalieri presenti a Gerusalemme, ed esse infine toccarono in sorte ai Templari. Con la sparizione dei Templari si persero le loro tracce. Iniziati ai misteri di Zoroastro, i Re Magi all’inizio furono raffigurati con il berretto frigio, proprio degli iniziati di Mitra, in seguito sostituito con la corona. Essi portarono dall’antica Persia oro, incenso e mirra per donarli al Re fanciullo, il “Padre del secolo venturo”. Melchior, che significa “il mio Re (Dio) è luce”, portò l’oro. Baldassar, balâtsu-ushur (Daniele 1:7), “vitam eius protege”, il “custode della vita (la conoscenza divina)”, portò l’incenso. Gasphar, “l’apparire dell’aurora che s’intensifica di luce con il sorgere del Sole”, portò la mirra, ossia il miron. L’oro, che corrisponde al Sole, simbolizza la rivelazione divina, l’abbondanza divina, la gloria, la corona regale, il potere di governare. Corrisponde al Re, all’Età aurea solare. L’incenso, emblema del potere sacerdotale, rappresenta la vita divina, il potere di purificare, e simboleggia il “corpo immortale o spirituale”. Corrisponde al Sacerdote, all’Anima Emotiva, all’Età lunare dell’Argento. La mirra, l’amarezza che precede la dolcezza della rivelazione della luce, è simbolo della morte mistica e rappresenta il corpo mortale del re. [...] Corrisponde al Guerriero Sacrificatore, all’Anima Erosdinamica, all’Età del Ferro. I tre Re Magi, che simbolicamente riassumono l’aspetto trinitario della divinità regale di Gesù Cristo, furono battezzati da San Tommaso, il patrono degli architetti, e ricevettero la missione di percorrere il mondo per fondare delle chiese. Venerati sugli altari, dettero origine alla festa dell’Epifania, “la manifestazione della luce” di Cristo, il “Re dei Re Magi”. Alessandro Benassai dal capitolo "I RE MAGI" estratto dal La Leggenda del Santo Graal e il Regno Misterioso |
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