| Esercizio di Respirazione Totale |
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Primo tempo: aspirazione. Inalate l’aria in posizione distensiva, in piedi o seduti, con la testa , il collo e la spina dorsale diritti, oppure coricatevi sulla schiena, sopra un materasso sottile, piedi leggermente divaricati, braccia lungo il corpo, palme delle mani rivolte in alto. Cercate l’assestamento più comodo. Distraetevi, distendetevi, guardate in alto verso il soffitto. Non pensate a niente, cercate di non udire i rumori o mantenetevi distratti nei confronti di questi. Dopo qualche istante dite a voi stessi: "Voglio respirare lentamente, fino in fondo". Aspirate l’ossigeno con le narici, con calma, e riempite prima la parte inferiore dei polmoni, controllate l’addome sfiorandolo con le mani. Spingete in basso il diaframma che premerà con dolcezza sugli organi addominali. Il ventre assumerà una leggera forma rigonfia. Poi, stirando le costole inferiori verso l’esterno, riempite la centralità dei polmoni. Riempite per ultimo la porzione superiore dei polmoni facendo un pallone o rigonfio del petto e sollevando le sei o sette costole superiori di destra e sinistra. Naturalmente si deve far rientrare l’addome per dare un sostegno ai polmoni che in questo modo spingono l’aria ovunque. In apparenza sembra trattarsi di tre movimenti, ma è un tutto omogeneo e continuo, dal diaframma abbassato fino alle clavicole alzate. L’azione deve risultare graduale e morbida. Secondo tempo: la fermata del respiro. Terzo tempo: espirazione. Al controllo devono rimanere sotto sorveglianza della coscienza, e a tale scopo una leggera contrazione dev’essere fissata, sia durante l’inspirazione che la ritenzione dell’aria. Per cacciare l’aria tenete le labbra semiaperte. Esalerete molto lentamente. Quando l’espirazione è completa, rilasciate petto e addome. È consigliabile osservarsi allo specchio per la correzione dei movimenti. Se l’esercizio è fatto da seduti o in piedi, allora utilizzate il controllo della candela accesa, tenuta a una distanza di circa mezzo metro dal viso. Nell’emettere l’aria, dirigete il soffio sulla fiamma che si deve piegare senza spegnersi. Motivo fondamentale di ricorrere alla candela è il seguente: per piegare la fiamma a 50 cm. di lontananza si viene a determinare un ben controllato sforzo muscolare che non supera una certa violenza. I vantaggi della fiamma di candela sono notevoli, perché si può emettere l’aria contenuta nei polmoni lentamente, sotto l’attenzione costante, svuotando il più possibile i polmoni. Con una forza ben dosata del cervello, farete lavorare i muscoli addominali sotto un controllo continuo. Questo primo esercizio è capitale; fate 10 respirazioni lente e profonde, insistete senza scoraggiarvi per 15 giorni. Non passate ad altro esercizio se non siete padroni di questo. dal capitolo "ESERCIZIO DI RESPIRAZIONE TOTALE" estratto dal 13° Quaderno di Archeosofia |
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