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Commento al primo versetto della Genesi
1- In Principio Iddio creò il cielo e la terra.
בראשית ברא אלהים את השמים ואת הארץ.
(Bereschidh barà Elohìm edh hasciamàim veedh haàrets)
 
La Scrittura designa il Verbo con la parola Bereschith, "Principio", perché è il "Principio" di tutta la Creazione (Ap.3:14).

«Che il Figlio è il "Principio" - scrive S. Clemente d'Alessandria - Osea lo insegna chiaramente: "E avverrà: laddove fu detto loro "non popolo mio voi siete", saranno chiamati anche loro figli del Dio vivente. E si riuniranno i figli di Giuda e i figli d'Israele nello stesso luogo, e porranno a se stessi un unico principio e saliranno dalla terra, perché grande è il giorno d'Israele". Si sceglie colui nel quale si crede. Ma si crede nel Figlio, "che dunque è il Principio". Perciò Osea anche aggiunse: "Avrò pietà dei figli di Giuda e li salverò nel Signore loro Dio", ma salvatore è il Figlio di Dio, che salva. Dunque costui è il "Principio"» (cfr. Clemente Alessandrino, Estratti Profetici, Ed.Nardini).
 
Le sei lettere בראשית danno per Notaricon l'affermazione dell'esistenza di un solo Dio, Uno e Trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, Creatore e Salvatore: Gesù (il Cristo), il Principio e la Fine (il Fine) di tutta la Creazione.
ב: Figlio; ר: Spirito Santo; א: Padre; ש: Tre (Persone); י: Gesù (Cristo); ת:  Il "principio" e la "fine" , in senso di compiutezza, di perfezione.
 
Lo Zohar afferma che il significato della parola Bereschith è Bara - schith: "Egli ha creato i sei". Perché è con le sei lettere della parola Bereschith che Dio creò i cieli e la terra, così come tutta l'opera della creazione è espressa in sei parole: "Dio creò, i cieli e la terra". Chi creò i sei? Il soggetto del verbo "creare" nell'Antico Testamento è solo e soltanto Dio, il Centro stesso della Creazione.
 
«Da Dio, Cuore dell'Universo emanano le sei fasi del tempo e le sei dimensioni dello spazio, questo è il segreto del numero sette"».
 
Bereschith è dunque la chiave che racchiude tutto ("la chiave della casa di Davide"), che apre e chiude le sei porte che danno accesso alle sei direzioni del mondo e che per conseguenza le contiene in se stessa (cfr. Zohar I,3b).
 
ברא שית significa anche "Egli creò le (sei) colonne (שית)". Il Creatore è rappresentato dall'Unità (Alef), la "Colonna Fondamentale" da cui derivano le altre sei, che sommate alla prima fanno sette. Queste "Sette Colonne" sono il fondamento dell'Universo, la "Casa della Sapienza".
 
Berescith - dice lo Zohar - in senso anagogico significa "Sapienza" (Chochmà), ed è per il mistero sublime ed impenetrabile di Chochmà, la Sapienza increata, che il mondo esiste. In Bereschith ci sono due (Beth=2) Reschith, ossia due Principi uniti insieme (Cristo e Sofia).
 
Questi sono due punti, l'uno nascosto (la Sapienza increata), l'altro visibile e conosciuto (la Sapienza creata). Non c'è separazione tra di loro; per questo si impiega il singolare Rescith.
 
Le sei lettere di ברא שית rappresentano le sei potenze dell'Unità. Queste Potenze si manifestano e si rivelano in un ciclo creativo fatto di sei tappe.
 
[...] 

La ב rappresenta il numero 2, ed è simbolo del dualismo: la dialettica del Cosmo. La lettera Beth è l'iniziale della parola Berescith e del verbo ברא barà "creare". La Beth rappresenta la Creazione, la "Casa" (בית) o
il "Tempio" del "Pesce" (la Nun, che in origine era rappresentata da un pesce), ossia del Cristo, "il Principio" (Berescith) della Creazione, il soggetto esclusivo del verbo "creare".

Il verbo ברא barà viene adoperato per descrivere l'opera di Dio sia nel passato che nel presente (Is.40:26,28; 42:5; 45:12,18 e Sal.104:30), ma anche quella del futuro (Is.41:20), per cui non solo il mondo nella sua totalità (Is.45,17), ma anche la "salvezza perenne" con la quale il Signore salverà Israele si può intendere come una nuova creazione.
 
La particolarità del verbo ברא è che il soggetto esclusivo è sempre Dio. Barà indica soltanto l'attività creatrice di Dio, distinguendola in tal modo dal fare ed agire dell'uomo. Nell'Antico Testamento gli oggetti del verbo "creare" si possono riassumere in quattro tipi:
 
1) "il cielo e la terra";
2) "l'uomo e la donna";
3) "il Popolo d'Israele" (Is.43:1; Salmo 102:19);
4) "cose meravigliose e nuove" (Es.34:10; Is. 41:20; Salmi 51:1; 104:30).
(cfr.E.Jenni-C.Westermann,Dizionario Teologico dell’A.T.,Marietti 1978)

Il verbo ברא "creare" deriva dalla radice primitiva a due lettere בר che ha valore di "tagliare", "dividere" (in due una unità preesistente).
 
Per cui - dice lo Zohar - «tutto nel mondo è diviso in due parti di cui una visibile e l'altra invisibile. Ciò che è visibile non è che il riflesso di ciò che è invisibile. I sei giorni celesti hanno prodotto delle cose invisibili; i sei giorni della creazione di quaggiù hanno prodotto cose visibili. Tale è il senso della Scrittura: "Berescith barà Elohim", ciò che vuol dire: "Berescith ha creato Elohim", poiché Elohim è il nome sacro visibile. Berescith è in alto; Elohim è la sua immagine in basso. Così tutte le opere del Santo, che sia benedetto, hanno il loro riflesso quaggiù. Come Berescith è riflesso in Elohim quaggiù, così il cielo è riflesso nella terra; il cielo invisibile doveva necessariamente avere un riflesso visibile, ed è la terra. Per questo la Scrittura dice: "Eth haschamaim veeth ha-aretz": Il cielo ha prodotto la terra che ne è la parte visibile» (Zohar I,39b).
 
Ora, dato che «Eth indica la destra del Santo, che sia benedetto;"veeth" indica la sinistra», con le sette parole del primo versetto si può formare una Stella, composta da due triangoli incrociati: l'Alto e il Basso.

 

Alessandro Benassai 
 
 
 
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