| Albero della Vita |
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Albero della vita: nel simbolismo Kabbalistico della Genesi di Mosé, si trovava nell’Eden un Albero con 4 frutti capaci di dare l’immortalità a chi li avesse mangiati. Di questo Albero se ne parla in India nel 135° inno del decimo libro del Rig-Veda. Esso significa la vita perfetta che toglie il desiderio di rinascere nella vita mortale. Dei suoi frutti si nutrono i beati che guadagnano l’immunità contro il destino di reincarnarsi nei mondi del dolore. L’"Albero della Vita" o Cosmogonico, è la vita stessa di Dio attraverso il Cristo. Se ne fa menzione per i cristiani nell’Apocalisse di Giovanni , cap. 22:2; cap. 2:7; cap. 22:14. È anche l’Archeosofia realizzata . Esprime la sapienza, l’immortalità e la theosis (vedi Theosis). Nella Genesi confrontare i cap. 2:9; 3:22; 3:24. L’"Albero della Vita" indica pure l’Uomo risvegliato alla vita di Dio, nel cui corpo sottile si trovano dei centri di vita o fiori di loto, che appena si aprano entrano in azione, risvegliano l’uomo alla vita cosmica. Quando l’"Albero della Vita" si considera quale Uomo, allora il tronco è la spina dorsale ed i frutti si associano alla regione del cervello, del cuore e dei genitali. Lo yogi che medita sui suoi chakras o centri di forza , si dice che coglie i frutti dell’"Albero della Vita". Gli alchimisti, e fra questi il Pernety nel suo Dictionnaire Mytho - Hermétique - Paris 1737, lo identificano con l’Elisir o la Pietra Filosofale , capolavoro della natura aiutata dall’industria umana. Significativi sono i commenti alchemici del Benedettino Don Antonio Giuseppe Pernety - Le favole Egizie e Greche- Parigi 1758, ove si ricorda il Giardino delle Esperidi. Nel libro dei Proverbi (3:18; 11:30; 13:12; 15:4), è la sapienza usata da Dio nel creare l’universo alla quale partecipa l’Iniziato compiuto. Se frughiamo nell’Atharvaveda, leggiamo che Brahma (Dio creatore) è padre, madre e figlio a se stesso, ed è l’albero mediante il quale si fabbricano le cose e il fondamento dell’universo creato. Il peccatore, il malvagio, il mago nero, non possono avvicinarsi e non possono nutrirsi con i frutti dell’Albero della Vita. In alcune raffigurazioni dell’antico Egitto, in un albero di sicomoro la dea del cielo dà la vita all’anima del defunto, somministrandogli alcuni alimenti e versandogli il beveraggio celeste: la famosa acqua della vita che disseta in eterno, di cui parla Gesù alla Samaritana. L’Albero della Vita ebbe sviluppi enormi nel simbolismo ermetico nella fase dell’Umanesimo con C. Della Riviera -Il Mondo magico de gli Heroi- Milano 1605. estratto dal 40° Quaderno di Archeosofia |
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