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Cielo e Terra

2- E la terra era una cosa deserta e vuota;
e tenebre (erano) sopra la faccia dell'abisso;
e lo Spirito di Dio si muoveva sopra la faccia delle acque.

Le condizioni del "cielo" e della "terra", precedenti la creazione vera e propria, hanno un'analogia con le condizioni che si vengono a creare prima della nascita del Messia. L'episodio è citato da S. Luca (Lc.1:35).


L'arcangelo Gabriele (personificazione della Potenza di Dio) rivela a Maria Vergine il volere di Dio: Lo Spirito Santo scenderà su di te (lo Spirito di Dio, che in principio si muoveva sulla "faccia delle acque"), la Potenza dell'Altissimo ti oscurerà (è la tenebra che ricopriva la "faccia dell'abisso", la superficie delle acque), perciò colui che nascerà sarà chiamato "Santo", Figlio di Dio.
 
Dopo aver creato l'uomo e l'Universo, il "Figlio di Dio", il "Santo" d'Israele, "il Santo, che sia benedetto", nasce nell'Umanità per salvare l'uomo.
 
Maria è la Vergine Madre che prima di partorire viene coperta dalla Potenza divina; è la "Nubile" che sposerà il "Celibe", l'Uomo Celeste, il Sole Divino che sorge per illuminare coloro che sono nelle tenebre e nell'ombra della morte. Maria, la Donna dei Vangeli, oscurata dalla Potenza divina, è la sofferente Madre terrena di Gesù.
 
Maria dell'Apocalisse, la Donna vestita di Sole, è la Regina del Cielo, la Madre Celeste del Re Messia che governerà i popoli nel nuovo ciclo.
 
La creazione del cielo e della terra è una scissione in due parti opposte e complementari di un unico elemento preesistente. Il cielo (o i cieli), ha-sciamàim השמים ovvero (ה ש מים) ha-sch-màim, rappresenta "il luogo delle acque", le acque "che stanno in alto", quelle che formeranno i cieli, rispetto alle acque "che stanno in basso", quelle che formeranno la terra.
 
La terra, ha-àrets ה ארץ, "la fossa", "il fondo", è ciò che sta in basso rispetto a ciò che sta in alto, e quindi la terra rispetto al cielo, intendendo l'opposto, l'aspetto complementare di cielo e di mare (cfr. F.Scerbo, Dizionario Ebraico e Caldaico, Lib.Ed.Fiorentina, 1912).
 
«È la mia sinistra - dice il Signore - che ha fondato la terra, è la mia destra che ha disteso i cieli; io li chiamo ed essi si presentano insieme (Is.48:13). Che cosa significa: "Essi si presentano insieme"? La destra e la sinistra del Santo, che sia benedetto, non formano che un'unità, dunque il cielo e la terra non sono che uno» (Zohar II,37a).
 
Questa scissione in due parti dell'elemento cosmico fa riferimento alle due fasi che costituiscono il processo creativo: contrazione ed espansione della luce divina. Nella prima fase la concentrazione della luce in un punto, dovuta al movimento centripeto della Potenza Creatrice, forma il centro del Cosmo, il Sole occulto, che poi nella
seconda fase, quella centrifuga, nascendo (incarnandosi) illuminerà e darà vita all'uomo cosmico, che si trova nell'oscurità e nell'ombra della morte, nello stato prenatale (nell'averno).
 
Il ritirarsi della Potenza Creatrice in un punto di Volontà assoluta, lascia vuoto della propria Presenza lo spazio universale, che diventa l'oscuro embrione dell'uomo cosmico.
 
La superficie del mare universale (teôhm) che si copre d'oscurità è il volto oscuro della potenza tenebrosa, la potenza tifonica del caos primordiale, "il volto dell'abisso", la Vergine oscurata che sta per partorire il Figlio di Dio e l'Universo.
 
«Abisso è ciò che è indefinito secondo la propria sostanza, ma viene portato a completezza mediante la potenza di Dio. Pertanto le essenze materiali, da cui hanno origine i generi particolari e le loro specie, sono dette "abissi", perché (Daniele) non avrebbe potuto dire "abisso" soltanto l'acqua. Eppure "abisso" o "materia" indicano allegoricamente anche l'acqua» (cfr. Clemente Alessandrino, Estratti Profetici)
 
Il termine "abisso", תהום, dal semitico comune tihâm-(at) "mare", ha un legame con tehômâ "profondità", "abisso", dell'aramaico giudaico e del siriaco, e con la radice verbale hûm "far rumore", che indica lo stato
caotico e turbolento delle "grandi acque".
 
Tehôm significa "massa d'acqua" e designa lo spazio fluido primordiale che racchiude in sé le acque celesti e terrestri, ovvero il cielo e la terra prima della loro divisione. Il termine tehôm potrebbe avere una relazione con il babilonese Tiamat, il principio femminile del caos, raffigurato dal serpente, o drago, identificabile nel Liwjâtân (Is.27:1).
 
Il termine teôhm è usato anche per descrivere il naufragio degli Egiziani ("le onde li ricoprirono, precipitarono nelle profondità come pietre", Es.15), e il "diluvio" (Gen. 7:11) che chiude un ciclo e ne apre un altro. Le acque del teôhm hanno un potere dissolvente e rigenerativo ad un tempo. Questi due aspetti: luminoso e oscuro, sono rappresentati dal cielo e dalla terra e sono in relazione con il potere della mano destra (Chesed) e della mano sinistra (Gheburà) di Dio.
  
Il significato esoterico di השמים haschmàim (il cielo) è dato dal significato simbolico delle sue parti (ה-ש-מים): vita ה, fuoco ש , acque מים  ("mare":מי ).  Haschmàim  השמים è "l'acqua fiammeggiante della vita celeste", le
acque vergini sulle quali in principio si espandeva lo Spirito di Dio, il mare (=Maria) su cui scende lo Spirito Santo, la Madre dalla quale sta nascendo il Figlio di Dio, il Sole spirituale.
 
Il Fuoco ש (ash) è il Fuoco dello Spirito Santo; l'Acqua מים è la Vergine Celeste, la Regina del Cielo, da cui per intervento dello Spirito Creatore nascerà il nuovo Messia. Fuoco e Acqua, Divino e Umano, formano il
binomio che costituisce la Vita del Cosmo, simboleggiato dalla Stella di Davide, la Stella dei Magi, la Stella del Redentore.
 
Come haschmàim anche haàrets ha un significato che si ricava dalla divisione del suo nome ה ארץ in ה -אר-ץ: vita ה;  "fuoco" אר, mentre la ץ "indica il principio di una condensazione caotica e disorganizzata, di una materializzazione". Ha-àre-ts descrive dunque l'aspetto opposto e complementare di ha-sch-màim. Nel cielo è la luce, sulla terra è l'ombra (di Dio). In alto splende il Sole, in basso è oscurato da una tenebra.
 
«Il cielo e la terra indicano le realtà terrestri e le celesti» (Clem.Aless., Estr.Prof.). Le acque del cielo sono luminose, le acque della terra sono tenebrose. Haàrets indica una luce astrale condensata, materializzata,
informale, una "luce oscura", "un fuoco infero" condensato nel punto del basso: la terra.
 
Come ha-sch-màim forma il trinomio Vita-Fuoco-Acqua, Ha-àre-ts forma il trinomio Vita-Fuoco-Terra, ossia "Acqua materializzata", condensata.

 

Alessandro Benassai 
 
 
 
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