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Il Settimo Giorno
Dopo aver creato “il cielo e la terra e tutto il loro esercito” (Gen.2,1) e l’Adamo, Dio riposò il settimo giorno e lo benedisse e lo santificò “…poiché in esso aveva cessato da tutta la sua opera ..”. Dio concluse la Creazione in un ciclo creativo di sei “giorni”, tanti quante sono le Sefiroth dette di “costruzione”, e il settimo “giorno”, secondo la dottrina delle Scemittoth, tutto il creato entrò nel riposo sabbatico (in Binà, detta la Madre); il versetto poi conclude: “…che-creò Elohim per farla (לעשות).

La traduzione “per farla” o “per poi rielaborarla” del termine (לעשות) non chiarisce il significato del versetto. La lamed prefissa indica il divenire e il verbo “fare” prende il significato di “avvenire” (F. Scerbo, Dizionario ebraico caldaico, pg.273), per cui il senso del versetto è: “…che Dio creò per (farla) “avvenire”, ovvero “per farla entrare nel divenire, nell’azione”.
 
Il cielo e la terra e tutto il loro esercito” e Adamo-Eva, erano ancora un Tutto-Unità che, dopo il “riposo” (in Binà, l’Intelligenza distintiva), riaffiorava per essere scisso e distinto da Dio nella molteplicità della diversità per entrare nel “divenire” allo scopo di evolvere secondo il modello divino della creazione ideale.
 
Adamo nello stato di androgine non poteva evolvere perché in uno stato semplice e unitario non vi può essere mutamento e di conseguenza nessuna possibilità di evoluzione.
 
Adamo e tutta la Creazione dovevano essere scissi affinché la diversità nell’unità potesse produrre, secondo la legge dell’evoluzione, tutte le manifestazioni della vita.
 
L’evoluzione – scrive V.S.Solov’ëv nel suo trattato Sulla Divinoumanità - è un succedersi di mutamenti immanenti dell’ essere organico, serie che parte da un determinato principio e si dirige a un determinato fine”.
 
Infatti solo con la separazione dell’unità nella diversità potranno iniziare quelle interazioni che generano il movimento e quindi la vita nelle dimensioni dello spazio-tempo-casualità.
 
L’Archetipo della Creazione, presente sin dall’inizio, guiderà con i suoi Principi e Leggi tutta l’evoluzione; è esso stesso lo scopo e quindi la fine dell’evoluzione.
 
Adamo, una volta scisso, avrebbe potuto prendere coscienza di sé e iniziare l’ascesi avvalendosi della forza ausiliaria (Eva) separata da Dio da se stesso-unità.


  
 
Alessandro Benassai 
 
 
 
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