| L'Infinito, Ain Sof e le 10 Sefiroth |
L’Infinito, l’Ain Sof. Le 10 Sefiroth. Le Sefiroth in una creazione percorrono tre condizioni: Nefesh, Ruah e Neshamah. Nel mondo di Nefesh le Sefiroth non formano Persone. Con la “rottura dei vasi” le sette cadute (i Re di Edom) si separano dalle tre Primordiali. Le Luci si mescolano con l’oscurità. Da questo caos primordiale Dio ritrasse la luce pura delle sette Sefiroth cadute per unirle alle tre primordiali e costituire il mondo increato di Atziluth.
Il mondo di Nefesh ha riferimento all’Anima Erosdinamica, al potere generativo dell’eros cosmogonico femminile e all’Opera al Nero degli Alchimisti. Nel Mondo di Ruah le Sefiroth si organizzano in cinque persone divine divise in due gruppi: 1) Kether, l’Antico dei Giorni e i suoi attributi (il volto, la barba, capelli, ecc.); 2) Chochmà, il Padre, da cui derivano le 32 Vie della Sapienza; 3) Binà, la Madre, da cui derivano le 50 Porte dell’Intelligenza; 4) Tifereth, il Re o il Figlio, i suoi attributi costituiti dalle Sefiroth: Chesed, Geburà, Hod, Netzah e Yesod; 5) Malkuth, la Regina, la sposa del Re e i suoi attributi (il volto, i capelli ecc.) Il Mondo di Ruah è in relazione all’Anima Emotiva, alla seconda fase della creazione attuata da Dio dopo il “riposo” o ritiro in Binà, la fase della “formazione”. Corrisponde all’Opera al Bianco degli Alchimisti. Nel Mondo di Neshamah le cinque persone Divine si riuniscono in due gruppi: 1) L’Antico dei Giorni, il Padre e la Madre. 2) il Re e la Regina, lo Sposo e la sua Sposa. Corrisponde alla terza fase della creazione. Unione. Opera al Rosso degli Alchimisti. Ain Sof, l’Infinito, è aldilà di ogni mondo. Le Persone costituiscono la Sfera Increata di Atziluth, e si ripetono tre volte nei tre mondi creati: Briah, il mondo del Trono, la sfera spirituale; Yetzirah, il mondo della “formazione”; Asiah, il mondo del divenire, azione-reazione. La Creazione avviene nella sfera di Malkuth ricettacolo delle Sefiroth superiori e del vuoto tenebroso creatosi dopo il ritiro della Luce. In alto i Cieli splendono della luce di Tifereth, in basso la tenebra di Malkuth avvolge la “terra”. Con il termine הארץ He-aretz, “terra”, Mosè non vuole parlare della terra-pianeta su cui viviamo, e neppure dell’elemento adamico hmda (adamah), ma di qualcosa di “denso”, di “fondo”, di caotico e oscuro rispetto ai “cieli”. ארץ (aretz) è un termine costituito dalla radice אר, che sta per אור “aor”, che significa “luce” e “fuoco”, e dalla suffissa ץ = tsadè, ( צידה= “insidia”), che conferisce al potere igneo una caratteristica oscura e pericolosa. È la terra nera, la terra feconda (aretz = poreh) generatrice del Mondo, l’eros cosmogonico femminile, la luce astrale, lo strumento dello Spirito Santo o di Satana. Alessandro Benassai Estratto da Commento alla Genesi |
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