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Clemente Alessandrino e l'Apocatastasi
Clemente d'Alessandria in un commento al Salmo 19 descrive "le celesti ascensioni" delle anime dei giusti. I "Cieli" rappresentano le Gerarchie angeliche che, a partire dai Protoctisti, "coloro che furono creati per primi" (i Primogeniti) da Dio e più prossimi al Verbo, trasmettono l'energia divina all’umanità nelle varie fasi della storia della salvezza; Dio per mezzo loro stabilì le sue "Alleanze": con Adamo, Noè, Abramo, Mosè, attuate mediante l'energia dei Protoctisti.
 
«Mossi mediante il Signore, gli angeli Protoctisti attuavano le alleanze nei confronti degli angeli immediatamente vicini ai profeti, "narrando la gloria di Dio"» (cfr. Clemente Alessandrino, Estratti Profetici, Nardini Ed.)
 
Dopo aver accennato alla relazione tra astri e angeli, San Clemente passa ad esporre in sintesi la progressiva ascensione dei giusti, che si può definire una gerarchizzazione di coloro che "crescendo" in grazia, amore e sapienza, vanno gradualmente ad occupare di volta in volta i gradi progressivi (Cori) della Gerarchia angelica.
 
Dagli angeli ricevono di volta in volta (con l’alleanza) una misteriosa preparazione, un perfezionamento della loro natura che consiste in una assimilazione delle qualità angeliche sì da trasformarsi da uomini quali erano in "coloro che sono simili agli angeli" (isanghelos), fino a raggiungere il supremo riposo nella perfetta contemplazione di Dio, salvezza definitiva, che San Clemente d'Alessandria con Origene chiama Apocatastasi.
 
Nel Sole c'è un angelo con compito direttivo. È stato ordinato "per il dominio dei giorni" come la Luna lo è "per dominate la notte": e ad essere chiamati "giorni" furono gli angeli.
 
I "giorni" sono i "giorni di 1000 anni", ognuno dei quali è dominato da un Angelo diurno, e tutti fanno capo all'Angelo del Sole.
 
Se ne deduce che anche le "notti" sono governate da un Angelo che sta nella Luna, a cui fanno riferimento gli angeli notturni che governano le notti cosmiche.
 
1000 anni rappresentano la durata di un periodo di istruzione e assimilazione delle qualità proprie di un Coro angelico.
 
«I giusti prenderanno posto con gli angeli che sono col Sole (il Sole è un'unità in quanto "capo del corpo" che è uno), destinati ad essere per un certo periodo anche loro dominatori dei giorni: così l'Angelo che è nel Sole andrà nel luogo superiore, in cui era passato quello che prima di lui era nello stesso luogo. E, destinati di nuovo a salire, nel loro progresso, giungeranno alla prima dimora. Ma il signore pose (in tempo passato) gli angeli protoctisti, perché non svolgano più il servizio definito dalla provvidenza, ma siano in riposo e attendano
esclusivamente alla contemplazione di Dio: e coloro che sono immediatamente vicini a questi progrediranno fino a raggiungere il rango che quelli hanno abbandonato, e così analogamente quelli che sono sottoposti.

Secondo l'apostolo, coloro che occupano il grado più alto dell’ "apocatastasi", sono Protoctisti: i Protoctisti, pur essendo potenze, sono probabilmente "Troni", perché Dio riposa in loro come anche nei credenti. Ciascuno, a seconda del proprio progresso, possiede un'appropriata gnosi di Dio, in virtù della quale Dio riposa in lui,
perché chi lo ha conosciuto con la "gnosi" è divenuto eterno.
 
E forse il detto: "Nel Sole pose la sua tenda" va inteso così: la pose nel Sole (helios), cioè nel Dio, nell'El, ossia Dio, come nel Vangelo c'è "Elì, Elì" al posto di "Dio mio, Dio mio". E ciò che è "al di sopra di ogni dominazione, potestà e potenza e di ogni nome che possa essere nominato" sono gli angeli e gli arcangeli, che, da uomini quali erano, sono stati resi perfetti sì da divenire angeli "Protoctisti".
 
Coloro che da uomini si trasformano in angeli per mille anni sono discepoli degli Angeli, per costituirsi nella perfezione; poi quelli che hanno insegnato si mutano in Arcangeli, mentre quelli che hanno appreso fanno da maestri a coloro che da uomini si trasformano in Angeli: quindi, in tal modo, nei periodi stabiliti sono costituiti nel
rango angelico, loro appropriato, "del corpo"» (Clemente Alessandrino, Estratti Profetici, Nardini Editore).
 
 
Alessandro Benassai 
 
Estratto da " LA DOTTRINA DELLE SHEMITTOT COMMENTO AL SALMO 90"  
 
 
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