| SALMO 90: I 1000 anni |
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4- Perché mille anni agli occhi tuoi (sono) come il giorno di ieri quando è passato e una veglia nella notte. Il versetto spiega il perché dell'affermazione fatta in quello precedente, che in sintesi dice: "Fai ritornare l'uomo in polvere, e poi lo ricostituisci..... " a cui segue: "perché sono trascorsi 1000 anni (che costituiscono la durata di) un giorno (o ciclo cosmico)". Dopo il "giorno" sopravviene la "notte", ossia la "morte" di ciò che è corruttibile, la "dissoluzione" delle forme. Dopo la "notte" seguirà un nuovo "giorno", un nuovo atto creativo, come afferma la Scrittura: "e poi fu sera e fu mattina" (Gen.1:5). Dio impiega 6 "giorni" di "1000 anni" per compiere "l'Opera delle sue mani", che con il settimo, quello che Dio consacrò al "riposo", formano il settenario completo della manifestazione creativa e rivelativa. Ognuno dei 6 cicli è composto di due parti: una diurna e l'altra notturna. Quella diurna è attiva e operativa, quella notturna è di contemplazione, di assimilazione di ciò che è stato fatto durante il giorno. 1000 anni agli occhi di Dio sono come un "giorno"... (come) "un turno" di veglia nella notte". La parola שנים "anni" contiene l'idea della ripetizione, della moltiplicazione, e della trasformazione di una unità (שנה). In questo caso l'unità è rappresentata da un singolo anno che equivale ad un "giorno". 1000 anni corrispondono dunque ad un ciclo spazio-temporale completo o "giorno", l'unità iniziale. L'apparente "frantumazione" del giorno-unità nella "molteplicità degli anni" è dovuta al potere generatore e moltiplicatore dell'unità che opera una trasformazione continua di se stessa rivelandosi in un "ciclico divenire", ossia nel tempo ciclico o anno, da annus, anello, la "ruota dell'esistenza". שנה"anno" significa anche "sonno"; infatti gli "anni" del divenire cosmico non marcano mai il presente, il presente eterno dello spirito, ma il susseguirsi del tempo in un ciclo suddiviso in tante frazioni, il ciclo della grande illusione (Maya), per cui "sonno" (dello spirito) e anno sono in questo caso equivalenti. I "1000 anni" rappresentano la durata di un "giorno" divino durante il suo svolgersi nel tempo e nello spazio universali. L'inizio e la fine di questa durata o manifestazione del "giorno", coincidono in un punto (origine del giorno) fuori dal tempo e dallo spazio, situato nell'eterno presente sotto gli occhi di Dio, che vede tutto il ciclo di "1000 anni" iniziare, svolgersi e finire simultaneamente, come "il giorno di ieri quando è passato e (come) un turno di guardia nella notte". Agli occhi di Dio il ciclo di 1000 anni è come il giorno di ieri, che essendo già passato, non fa mai parte del presente, rappresentato dal "giorno di oggi", la condizione dalla quale Dio vede tutto insieme. Questo giorno di oggi rappresenta il futuro degli esseri che vivono in uno dei cicli o "giorni" di "mille anni" del divenire cosmico. Per arrivare al loro "futuro" (il divino presente), gli esseri che vivono nel "giorno di ieri" devono superare l'intervallo che si frappone tra il giorno di "ieri" e quello dell'oggi: la notte. Essi devono vegliare tutta la notte coprendo i turni di guardia, perché l'addormentarsi farebbe ripiombare le loro coscienze in un nuovo ciclo di 1000 anni. La "veglia perenne" è una condizione divina, la condizione da cui Dio vede il susseguirsi del "giorno" e della "notte" simultaneamente. Alessandro Benassai Estratto da " LA DOTTRINA DELLE SHEMITTOT COMMENTO AL SALMO 90" |
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