| La Rottura dei Vasi e le Forze del Rigore |
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I vasi o le sfere corrispondenti alle prime tre Sefiròth accolsero e contennero la loro luce, mentre la luce delle sei Sefiròth inferiori eruppe subito all'esterno, perchè era troppo forte e i vasi troppo deboli per contenerla, tanto che si ruppero e finirono in frammenti. La stessa cosa accadde, anche se in proporzioni più modeste, col recipiente della decima ed ultima Sefirà. Si vennero così a costituire delle differenziazioni che segnarono l'inizio di un ordinamento del plasma cosmico.
Tre principali suddivisioni o condizioni della sostanza universale incominciarono a distinguersi nell'ardente mare della vita primordiale dell'Universo: la prima, la più elevata e stabile, fu formata dalle tre sfere contenenti la luce delle Sefiròth superiori; la seconda, quella mutevole, dai frammenti dei vasi delle sei Sefiròth inferiori mescolati con le scintille di luce; la terza, quella inferiore, fu formata da una sola sfera parzialmente instabile contenente la luce della decima Sefirà. La dottrina della rottura dei vasi si ritrova nello Zohar dove si parla della distruzione di mondi che precedettero l'esistenza del mondo attuale. Questo mitico evento è messo in relazione con i re che edificarono una città e morirono, i Re che regnarono in Edòm (Gen. 36); Edòm significa il regno del rigore, ossia il tempo primordiale in cui il mondo era sotto il dominio delle forze della rigorosa Giustizia (Din) non [ancora] riequilibrate dalle forze della Compassione, per questo fu distrutto. La sussistenza del mondo, secondo il Sifra Zeniutha, il Libro del Mistero, è resa possibile soltanto dall'equilibrio dei contrari, simbolizzato dal librare della bilancia. Il Libro del Mistero è il libro che descrive il librarsi della bilancia. Prima che la bilancia fosse, la Faccia non guardava la Faccia. E i primi re morirono, e i loro alimenti più non si trovarono e la Terra fu desolata. Questa bilancia è sospesa nel luogo che non esiste. La Bilancia divina è la coppia Dio Padre-Madre, che genera ab æterno il Figlio. I piatti della bilancia della sfera superna sono la Sapienza e l'Intelligenza di Dio dalle quali derivano le vie e le porte che danno l'accesso al Trono. Esse hanno il loro equilibrio nella Volontà divina, la splendente Corona di Dio. Nella sfera inferiore i piatti della bilancia con la quale furono pesati i re che più non si ritrovarono, i re di Edòm, sono rappresentati dall'Amore e dal Timore di Dio. Edòm rappresenta le forze della materia in opposizione ad Israele, lo Spirito. La prevalenza delle forze del Rigore rompe l'equilibrio instaurando l'Età nera, l'Età della discordia. Ecco la ragione per la quale in questo periodo niente riesce a sussistere in una forma stabile e organizzata, e la terra era informe e deserta. Questa condizione di caos durerà fino a quando la Volontà divina (Kether) non abbia preparato e comunicato vesti d'onore, il che equivale alla restituzione di nuovi e infrangibili vasi e al ristabilimento dell'equilibrio della bilancia. Le forze di Din, che sono le medesime di Gheburà e di Pachad, il Terrore o Tremore di Dio, le forze della mano sinistra di Dio, hanno il loro complemento nelle forze della Grazia o dell'Amore divino, le forze della mano destra di Dio. L'azione purificatrice di queste forze antitetiche e complementari equivale ad un battesimo di acqua (Grazia) e di fuoco (Giustizia), quest'ultimo più efficace e risolutivo del primo. Le potenze della Giustizia e dell'Ordine vigilano che tutto nel processo cosmico si sviluppi nei limiti imposti dalle leggi divine, limiti a cui lo stesso Creatore, creando per amore della sua creatura, volontariamente si sottopone. Quando queste forze agiscono nei confronti di qualcosa o di qualcuno possono assumere l'aspetto impersonale delle forze scatenanti gli elementi della natura o l'aspetto personalizzato di guardiani incorrompibili e severi, capaci di causare uno spaventoso e terapeutico turbamento nell'interiorità degli impuri colpevoli per ricondurli nel proprio limite incautamente infranto. Essi rappresentano le Potenze della mano sinistra di Dio, oscuri guardiani che vigilano i confini delle sfere per respingere chi voglia oltrepassarli senza essere qualificato. Sono i Principati e le Potestà, i dominatori del mondo tenebroso, gli spiriti del male che abitano le regioni celesti (Ef. 6:12), i giganti che l'atleta del Cristo deve vincere per riconquistare la luce. Essi sono i guardiani delle porte dei sette santuari che dal fondo dei cieli consentono di salire sino al Trono dell'Eterno. Il fondo dei cieli è tutto pieno di perle, di diamanti, di zaffiri, e di smeraldi incastonati in esso: il loro fulgore attraversa tutti i cieli, e dal loro splendore i sette cieli sono attraversati. E lo splendore della sfera del sole, a confronto del loro splendore, è come la luce di una candela paragonata alla sfera del sole, e ogni cielo è pieno di un immenso fulgore, derivato dal loro splendore, come il cielo è pieno del fulgore della sfera del sole che riempie e illumina tutto il mondo. E non solo questo, ma quattro mura di fuoco li circondano nell'alto dei cieli. E perfino i grandi principi che si chiamano col nome di angeli HWYH, HWYH, Nome Glorioso e terribile, non possono guardare lo splendore dei muri che sono di fronte al Trono. Alessandro Benassai Estratto da " LA DOTTRINA DELLA ROTTURA DEI VASI" |
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