| La Carnagione nell'Iconografia |
|
Le parti delle carni (viso, mani, piedi) vanno dipinte per ultime, dopo aver lavorato gli abiti, le decorazioni, lo sfondo, ecc. Nel capitolo sulla pittura iconografica bizantina e athonita a pag 31, abbiamo indicato lo schema da seguire, ma vogliamo aggiungere ancora qualche dettaglio su questa parte così delicata che è la carnagione.
Per prima cosa bisogna preparare un fondo scuro (il proplasma), che si ottiene mescolando in piccole dosi ocra bruciata, pochissimo nero, bianco e poca terra rossa o vermiglione. Il tutto deve avere una tonalità verdastra; al caso, aggiungere della terra verde. Il colore va tenuto piuttosto liquido e senza tempera di uovo. Se si desidera dare all'incarnato una tonalità fredda, si può usare solo terra verde mescolata al bianco, che è il sistema più antico; la tonalità fredda darà poi maggior risalto alla luminosità dei colori messi successivamente. Una volta formata la miscela, si potrà ritoccare aggiungendo ancora uno dei colori che la compongono fino a raggiungere la sfumatura desiderata. Con questo colore liquido e senza tempera si campiscono tutte le parti interessate, tenendo il pennello non troppo bagnato. Si lascia asciugare e se non fosse abbastanza coprente si dà una seconda mano, passando il pennello con leggerezza per non smuovere lo strato sottostante. Terminato e asciugato questo primo fondo-tinta, bisogna rifare il disegno che è rimasto nascosto, oppure, se questo è stato eseguito con l'incisione come indicato a pag 58, basterà rinforzarlo con un pennellino sottile intinto in terra di Siena bruciata oppure in ocra rossa mescolata ad una puntina di nero, sempre abbastanza liquida. A questo punto si preparano tre tonalità di color carne (temperate con l'uovo in tre vasetti separati): la prima si ottiene unendo bianco, ocra gialla, ocra rossa e poco cinabro, iniziando a mescolare il bianco e le ocre in parti uguali ed a piccole dosi, e poi correggendo con aggiunte se necessario; la seconda tonalità andrà schiarita con altra ocra gialla e bianco; alla terza si aggiungerà solamente il bianco. Con il primo colore si incominciano a coprire i punti da schiarire, partendo a pennello poco bagnato dai limiti del volto e di tutte quelle parti che devono essere in rilievo (guance, fronte, mento, dorso delle mani, ecc.) e mettendo più colore nella zona di maggior rilievo. Il fondo verdastro deve trasparire nelle zone di ombra, nei contorni e negli incavi del volto, in quanto le ombre non vengono dipinte, ma sono costituite dal fondo stesso. Si applicano poi successivamente le altre due tonalità, media e chiara, restringendo sempre di più le superfici e sfumando bene dove i diversi toni si incontrano, per finire, se necessario, con alcuni tocchi di bianco puro dove si richiede una maggiore luminosità o dei colpi di luce. Le labbra vengono dipinte con la tonalità di color carne più scura, a cui si aggiunge, senza esagerare, del rosso. Il profilo del naso, le labbra, i contorni degli occhi, delle orecchie ed eventualmente del viso, delle mani e delle dita, si sottolineano con ocra rossa e nero mescolati, oppure ocra molto scura, usando un pennello sottile. Per il colore dei capelli e delle sopracciglia si usa sempre il color carne scuro, ma con aggiunta di nero, a meno che il personaggio rappresentato non richieda altro colore. Ogni ciocca viene divisa dall'altra con sottili tratti più chiari. dal capitolo "LA CARNAGIONE" estratto dal 27° Quaderno di Archeosofia |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
