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Il Sacerdozio Eterno secondo l'Ordine di Melchisedek

“Due capitoli classici della predicazione di San Paolo sono l’esaltazione della fede in Abramo e la dimostrazione della superiorità del sacerdozio del Cristo su quello di Aaronne, dopo che Melchisedek dette la Coppa ad Abramo”.

“Se nella linea discendente la Kabbalah arriva da Adamo, Noè, Henoch, non può essere arrivata a Mosè senza passare per il Patriarca Abramo, al quale è legato il mistero di Melchisedek.”


La caratteristica di questo sacerdozio è il Sacrificio Sanguinoso del Re Sacerdote che offre la Coppa della Conoscenza nascosta, con dentro il suo Sangue e la sua stessa Vita.
 
Melchisedek Re di Salem città della Pace, Re di Gerusalemme, è l’Origine di questo Ordine Sacerdotale Eterno: “Il Signore ha giurato e non si pentirà: Tu sei Sacerdote in eterno secondo il modo di Melchisedek”. Dio il Padre nomina il Figlio: “Sacerdote in eterno secondo l’Ordine di Melchisedek”.

Melchisedek non ha genealogia, ossia non procede da persona, è immortale e non ha la sua origine nel tempo, ma viene dall’eternità. Egli appare nella storia come un sacerdote, sacerdote di Dio Altissimo, ma non era un uomo, bensì un Angelo incarnato che celebrò il Rito del pane e del vino (il corpo e il sangue di Cristo): l’Essere celeste che voleva introdurre nel seme di Abraham e trasformare in carne e sangue per stabilire l’Alleanza con il Dio il Padre.
 
È lo stesso Verbo-Cristo ad operare l’investitura sacerdotale ad Abramo sotto il sembiante di Melchisedek per riapparire sotto la reale presenza fisica di Gesù dall’Avvento alla conclusione della sua vita terrena sul Calvario.
 
Con Abramo e Sara s’instaura il nuovo Regno. Abraham, il Padre delle genti, il nuovo Capostipite, dà le decime, il principio del suo Regno, a Melchisedek che l’ha fatto degno Figlio e Re.
 
Anche Giovanni il Battista è un uomo in cui si è incarnato un angelo speciale, Gesù lo nomina “più che Profeta” ed i due sono gli unici a riconoscersi a vicenda.
 
Giovanni è l’Uomo-Angelo con la Sapienza Integrale (il Santo Graal ), è certo in grado di celebrare il Rito secondo il modo di Melchisedech, il “Ricevitore delle Luci”. Giovanni viene raffigurato con in mano una Coppa con dentro la sua testa, ovvero il suo sangue, la sua vita, che offre in sacrificio immolandosi sull’altare del mondo per noi tutti.
 
Con il battesimo di Giovanni la luce di Cristo scese in Gesù che iniziò e completò la sua missione salvifica di pochi e di molti, immolando se stesso, secondo il modo di Melchisedech.
 
Melchisedek investito direttamente da Dio Altissimo trasmette la Coppa ad Abramo. Abraham diviene il Capostipite del Popolo eletto e padre della Kabbalah, la rivelazione segreta d’Israele. La Sapienza di Melchisedek va ad Abramo e da Abramo arriva per Mosè (verrà uno come me) a Gesù Cristo.
 
Abramo e Gesù sembrano due Personalità del medesimo Individuo Spirituale che s’incarna sulla terra per una missione salvifica. Ambedue ricevono l’investitura dal Verbo-Cristo-Melchisedech-Graal sotto le sembianze di un Angelo particolare incarnato in un uomo.
 
Gesù riceve la Coppa da Melchisedech o Cristo e la trasmette al suo discepolo segreto, Giuseppe d’Arimatea, che diventa così il Capostipite della regalità del Santo Graal, perché la sapienza e la presenza di Melchisedech è in lui.
 
Giuseppe d’Arimatea si ritira nella “Bretagna azzurra” e il Santo Graal è perduto per gli uomini, finché Melchisedech non ritorni ad offrirci la sua Coppa.
  
Alessandro Benassai 
estratto da "IL SACERDOZIO ETERNO SECONDO L’ORDINE DI MELCHISEDEK"
 
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