| Alchimia ed Ermetismo Tradizionale |
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Lo scopo principale dell'Ermetismo è la conquista della Conoscenza divina, la Reintegrazione del Sé individuale nel Sé universale, senza interruzione di continuità di coscienza. L'Ermetismo propone un fine metafisico, che possiamo chiamare l'unione dell'Individuo con l'Universale; esso è il lato più sottile, più misterioso se si vuole, della Filosofia Occulta. Abitualmente si confonde Ermetismo con Alchimia, il primo però è, secondo me, il corpo di dottrina che lo caratterizza, la seconda invece, cioè l'Alchimia, è l'applicazione sperimentale dei principi della prima, ossia la prassi Ermetica.
L'Alchimia presuppone nei suoi Adepti la conoscenza integrale di tutto l'Ermetismo classico trasmessosi dalla plurimillenaria tradizione, e per questo è la sua sintesi teorica e pratica. Conoscerla veramente significa essere preparati in tutti i rami delle Scienze, delle Arti, delle Lettere, delle Filosofie. Essa poggia sull'insegnamento riservato ai soli Iniziati negli antichi monasteri dell'Oriente. Per conoscerla bene dovremmo passare in rassegna tutte le vicende storiche, sovente dolorose, vissute da quegli eroici Alchimisti i quali spesso dovettero pagare con la vita e la prigionia perpetua l'audacia di averla difesa e propugnata nella marea tumultuosa di una umanità cattiva, ignorante e impregnata di pregiudizi. L'Alchimia insegna a trasmutare la nostra coscienza accelerando il suo processo evolutivo, indica la tecnica di prolungare la propria esistenza corporea, l'arte di mantenersi giovane il più a lungo possibile, possedere l'elixir di lunga vita o medicina universale, guaritrice di tutti i mali e trasmutare tutti i metalli ignobili in argento e poi in oro. Ricordo di essere stato affascinato dall'Alchimia sin dal 1931-1932 a Catania, Tripoli e Siracusa, ma allora ero troppo giovane ed inesperto, non possedevo le opere veramente alchemiche e perciò se ne avevo intuito l'importanza spirituale, i pessimi libri italiani pubblicati allora a sfondo materialistico, miranti cioè alla trasmutazione volgare del piombo dei tubi dell'acqua potabile in oro dei gioiellieri, mi avevano completamente traviato dal vero cammino ch'io dovevo percorrere poi a Torino nel rigidissimo inverno del 1932. Purtroppo l'Alchimia è mal conosciuta dai più ed i suoi propugnatori non godono buona fama perché ai nemici di essa si sono aggiunti dei falsi Alchimisti che della Scienza di Ermete Trismegisto ne fecero strumento di frode e di lucro. L'Alchimista, prima di accingersi all'impresa della «Grande Opera», doveva studiare e impadronirsi, a grado a grado, di tutte le discipline esoteriche. Ci si iniziava ad esse dopo essere passati alle prove molto difficili, nelle università sacerdotali dell'Egitto, Caldea, Persia, India, Gallia, Italia, Marocco, Grecia. Il corso di studi intrapreso dagli Alchimisti consisteva nell'investigare a fondo la Fisiologia, l'Androgonia, la Cosmogonia, la Teogonia. In Egitto i Sacerdoti la custodivano gelosamente e chi non era preparato alla Scuola Iniziatica di Thot non poteva certamente vedere che l'oscuro simbolismo di tali dottrine. Sebbene la scienza occulta e l'Alchimia si facciano risalire a Thot Ermete, tuttavia la sua origine è così remota da non poteme fissare l'epoca in alcun modo. Anzi, secondo il noto F. Jollìvet- Castellot le origini della filosofia ermetica, della scienza alchemica e dell'arte spagirica fiorirono in seno alla misteriosa Atlantide e vetusta Lemuria, i tempi dei quali, circa cinquantamila anni prima di Cristo, lasciarono i loro segreti e la tradizione delle loro metafisiche trascendentali in retaggio ai santuari indiani ed egiziani. Le leggi generali riconosciute dagli iniziati erano le seguenti: 1) L'Uno sta in tutto. 2) Il visibile è l'esteriorizzazione dell'invisibile. 3) Ciò che sta in alto è come ciò che sta in basso. 4) La Natura è completamente rinnovata dal Fuoco. Alla base dell'Achimia si trovano: a) Una profonda filosofia che serve di base ad una sintesi naturale che ha come punto di partenza la teoria dell'evoluzione estesa sino al massimo grado e quella dell'Unità della sostanza ,e dell'Unità del piano evolutivo secondo l'assioma alchemico: Tutto nel Tutto. b) Una giudiziosa applicazione dei principi della Kabbalà ebraica fusi alla tradizione Gnostica ed Egiziana. c) Numerose pratiche di fisica, di chimica, biologia, psicologia, metapsichica poggiata su queste teorie. In conclusione l'Alchimia è un insegnamento completo in cui la pratica seguiva alla teoria scientifica quale giustificazione della medesima. Perciò, chi vuol meritare il titolo nobilissimo di «Alchimista», deve prima essere simultaneamente un medico, un filosofo, un astronomo, un biochimico, un Kabbalista, un naturalista, un matematico, uno psicologo, un conoscitore delle maggiori lingue antiche: ebraica, egiziana, geroglifica, caldaica, araba, sanscrita, tibetana, greca, latina, ecc. ed infine un individuo Sapiente nel più reale senso della parola. estratto da "L'ALCHIMIA SINTESI SPERIMENTALE DI TUTTO L'ERMETISMO TRADIZIONALE" |
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