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Le Macchie Solari
L'immagine ordinaria o diretta del Sole svela un disco brillante, leggermente scuro ai bordi, sul quale spesso si vedono distintamente, ora isolate ed ora raccolte a gruppi, alcune macchie. La scoperta è antica, risale quasi simultaneamente a Galileo, J. Fabricius e Padre C. Scheiner, dopo l'invenzione del cannocchiale nel 1611.

L'osservazione e lo studio sulla natura di queste macchie sono stati continui, e si sono fatti sempre più intensi con il progredire della tecnologia ottica dei telescopi. Sono state fatte Effemeridi maculari, ed oggi esistono pregevoli pubblicazioni di astronomia solare, dove si possono avere, anno per anno, mese per mese e giorno per giorno, le segnalazioni di queste macchie. Tali indicazioni si trovano nelle annate dell'Annuaire astronomique et météorologique Camille Flammarion - Parigi; nel Nautical Almanac ed in altre pubblicazioni del genere.
 
Una raccolta di dati sulla periodicità massima e minima delle macchie solari è stata pubblicata dal solerte e preciso studioso belga G. L. Brahy, autore interessante e specialista in fluttuazioni di Borsa (Gustave Lambert Brahy - Fluctuations Boursieres et influences cosmiques - Demain, Bruxelles 1941, a pagg 24-25) che mette in evidenza l'attività solare dal 1749 al 1940 (può darsi che abbia pubblicato altre opere in data più recente).
 
Oltre al Brahy, hanno fatto ricerche su. certe fasi della vita economica e l'andamento ritmico e periodico delle macchie solari: Schwabe, Khrafft, Briickner, Stanley, Jevon, Carrington, John Mills, il Dr. Hyde Clarke, H. Memery, A. L. Tachijevsky, l'abbé Moreux, il Dr. Maurice Faure, e altri non meno importanti osservatori.
 
Personalmente mi dedico a questa ricerca da molti anni, cercando di addentrarmi maggiormente nel dettaglio delle influenze che mi sembra non siano state trattate: il passaggio del Sole con molte o grandi macchie attraverso le 12 Case astrologiche e quindi nella prospettiva geocentrica dei 12 Segni zodiacali.
 
La prima osservazione balzata all'occhio è stata lo scatenarsi di agitazioni popolari, rivoluzioni, guerre, crisi economiche ed epidemiche, perturbazioni radio o elettromagnetiche, in concomitanza con l'attività sociale, cioè con il numero di macchie.
 
L'apparizione e scomparsa di dette macchie dipende dalla rotazione del Sole su se stesso, perché, come la Terra, questo astro ruota sul proprio asse e opera su di noi e sull'intero sistema solare come un radio-faro, producendo impulsi violenti ed agitatori.
 
La rotazione del Sole è di 25,35 giorni all'equatore della sua massa, cioè quasi un mese. Tuttavia, il tempo impiegato da una macchia a riapparire più o meno nello stesso punto, è di 27 giorni. E' utile prendere l'abitudine di osservare il Sole e registrare queste macchie, specialmente quando è da fare il tema della Rivoluzione Solare nell'anno corrente, e occorre teneme conto nell'interpretazione. Per queste osservazioni, non sono necessari cannocchiali potenti, ma sono sufficienti binocoli a 20 o 30 ingrandimenti, con vetro scuro e schermo difensivo contro l'abbagliamento.
 
Si può anche ricorrere alla proiezione su di uno schermino bianco. lo utilizzo un piccolo cannocchiale da sestante con vetro scurissimo, e quando mi interessa passo al telescopio con forte ingrandimento.
 
Si è rilevato che le esplosioni di grisù in paesi differenti accadono, nello stesso arco di due o tre giorni, in concidenza al numero di macchie solari. Il cervello umano colpito da questi passaggi, è immediatamente predisposto alle azioni violente, drammatiche, irriflessive e incoscienti. Anche le grandinate, incendi, cicloni, eruzioni e terremoti si producono nei due tre giorni che seguono questo passaggio. La stessa cosa si verifica per le catastrofi aeree e le esplosioni. In ultima analisi, l'elettricità terrestre è influenzata dall'elettricità solare.
 
In California è stato osservato che i vecchi alberi crescono più rapidamente quando si moltiplicano le macchie solari. Guerre, rivoluzioni, grandi movimenti di masse e sconvolgimenti mondiali coincidono con le punte di massima intensità solare. Così è stato nel 1870, nel 1914 e nel 1939.
 
Il merito di aver aperto un nuovo capitolo di fisica solare va all'astronomo R. Wolf di Zurigo, ma il prof. Brahy, con una parazione speciale, ha portato avanti questi studi indicativi integrandoli con altri nel campo delle fluttuazioni economiche mondiali.
 
Mi sembra che un passo avanti sia stato fatto, e mi riprometto di aggiungere altre osservazioni sul perigèo solare con coincidenza di macchie e di passaggio agli Equinozi di primavera e autunno, al 21 marzo e 23 settembre e giorni viciniori, quando la declinazione solare è nulla.
 
In base ai « Numeri di Wolf-Wolfer» si può stabilire la forza delle perturbazioni in una Casa e Segno astrologico, la cui intensità varia con l'avvicinarsi al Massimo di attività undecennale e con l'allontanarsi da essa.
 
Il ciclo delle macchie appare, a prima vista, di 11 anni, come scoprì H. Schwabe nel 1843, ma gli intervalli possono variare fra gli 8 e 14 anni. Alcuni astronomi pensano che il vero ciclo completo sia di 22 anni, e ciò non stupisce dal momento che ogni 20 anni si forma la congiunzione Saturno-Giove che può avere delle responsabilità nelle perturbazioni della massa del Sole. Durante i 75 anni più vicini a noi, la durata media del ciclo è stata di 10,8 anni, salvo che le moderne osservazioni siano state più accurate.
 
Procurandosi le Effemeridi giornaliere delle macchie solare, ognuno potrà vedere per la propria nascita, qual'era la situazione. Ad esempio quando io nacqui, nel 1915, eravamo verso la fase di avvìo alla Massima attività, poiché la Minima era stata nel 1913 e la Massima fu nel 1917.
 
E' curioso il fatto che durante un ciclo si verifichi, nella distribuzione delle macchie, un progressivo spostamento verso latitudini più basse, prima della sparizione delle macchie stesse attorno all'equatore solare; la perturbazione riprende verso le latitudini più alte, non superando il 49°.

Con il numero relativo Wolf-Wolfer, (154,4), si è constatato nel 1778 il massimo di attività più forte. Il numero relativo r di Wolf-Wolfer, è un indice di attività delle macchie solari, escogitato dallo stesso Wolf, la cui espressione è questa:
 
r = k (10 g + f)
 
in cui g è il numero di gruppo delle macchie solari isolate, f il numero totale delle macchie, k un fattore di riduzione molto vicino a 1, che dipende dagli strumenti e dagli osservatori. Il numero relativo offre un'idea più precisa dell'attività. Il minimo più debole fu constatato nel 1810, con il numero 0,0.
Regolarsi con il numero relativo è una buona indicazione, ma ai fini della previsione astrologica conta il numero di macchie in un dato giorno, mese ed anno, altrimenti si può solo avere un'idea dell'attività annuale e niente di più.

Il 21 giugno 1957 fu osservata una notevole macchia all'eccezionale latitudine solare Nord di 50"; il 1957 (specie in ottobre) e il 1958 furono anni di un'attività straordinaria. Che cosa siano le macchie solari è difficile dirlo, poiché si sono formulate varie ipotesi, ma un fatto è certo: da esse scaturiscono potenti campi magnetici.

Non mi inoltro ulteriormente nella trattazione astronomica di questo argomento perché lo spazio non consente di far molto, ma non mancano i buoni libri su cui approfondire le proprie cognizioni.


estratto da "INFLUENZA DELLE MACCHIE SOLARI SUI FENOMENI GEOMETEORICI E SOCIALI LE MACCHIE ED IL CICLO DELL'ATTIVITÀ SOLARE"
 
 
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