| Astrologia e Astronomia |
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Non è pensabile occuparsi di Astrologia senza l'ausilio dell'Astronomia. Ogni studioso serio non procede mai per tentativi, trascurando la madre e nutrice dell'astrologia. Le conoscenze cosmografiche facilitano molto la comprensione della scienza della previsione, e rendono possibile la scoperta di nuovi fattori utili al progresso dell'astrologia in tutti i suoi settori: Giudiziaria, Mondiale, Meteorologica, Medica, Iniziatica.
Se Claudio Tolomeo e Ipparco non fossero stati, ad un tempo, valenti astronomi e astrologi, non avrebbero potuto fare le basi delle "Direzioni Primarie", la teoria e le formule per calcolare l'Ascendente e le Case. Nel passato, l'astrologo era tanto istruito nell'astronomia da poter calcolare, per sé e per gli altri, le posizioni dei pianeti rispetto a qualsiasi epoca vicina o lontana, e sapeva condurre una nave il solo ausilio delle Costellazioni, del Sole o dei pianeti. Di ciò fu un esempio eloquente il famoso Giovanni Sacrobosco (Sacrobusto), astronomo e astrologo inglese, nato sul finire del XII secolo in Holywood (oggi Halifax nella contea di York), e morto a Parigi nel 1256. Egli si rese utile e celebre con un piccolo trattato di astronomia intitolato De sphaera mundi, che ebbe diffusione enorme e molti commenti da parte di Cardano, Junctìnus, Cecco d'Ascoli. Il Sacrobosco scrisse anche il trattato "De Astrolabio", lo strumento preziosissimo per le osservazioni e misure celesti di larga diffusione, un vero regolo calcolatore cosmografico che ogni astrologo possedeva. Oggi è facile tracciare una carta del cielo con la comodità delle Effemeridi a basso costo e con le tavole delle Case, ma tutto ciò lo dobbiamo a studiosi come Cecco d'Ascoli, autore del «De Principiis Astrologiae» e del commento sulla «Sphaera», Johannes Keplero, Nicolò Copernico, Galileo Galilei, Johannes Muller detto Regiomontanus, che aiutò il Papa Sisto IV nella riforma del Calendario; Campanus di Novara, che morì in qualità di matematico, medico e astrologo personale di Bonifacio VIII nel 1296 alla Corte Papale; Placidus Titti da Nonàntola, monaco benedettino insegnante di matematica all'Università di Pavia nel 1657; Gerolamo Cardano, medico e matematico; Andrea Argoli, autore di Effemeridi e di un trattato completo sulle Direzioni Primarie; Magini, Junctinus. Tutti, indistintamente tutti, astrologi di ogni livello anche il più elevato, cosa avremmo potuto fare senza di essi? Perciò lo studioso si tenga allenato negli studi astronomici, se vuole progredire nella ricerca astrologica; acquisti tutti i libri che gli capitano circa questa materia, sia i vecchi che i moderni. I moderni offrono ottime notizie, ma sono scarni di insegnamento aocessibile a tutti; gli antichi sanno aiutare a capire, e con modi semplici pervengono a grandi risultati. Sono da leggere le opere del Flammarion, Cassini, Lalande, Miiller, Maffi, Schroeder. estratto dal capitolo "Astrologia e Astronomia devono viaggiare sempre insieme" |
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