| Il Centro del Cuore |
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Nel petto, in prossimità della regione anatomica del cuore, vi è la corrispondenza con il Centro di forza cardiaco dal quale dipende una buona parte dello sviluppo spirituale di ogni persona. Questo organo sensoriale spirituale consente una singolare esperienza alla quale si può dare il nome di Cardiognosi (alla lettera, conoscenza del cuore). La cardiognosi libera dal gioco degli « opposti » e fa insediare nel cuore l’intelligenza, illuminata dalla Sapienza increata affinché questo cuore sia il luogo teofanico per eccellenza. Chi lavora con grande intensità e perizia sul Centro cardiaco potrebbe fare a meno di meditare sugli altri Centri, perché già con il Centro frontale e con quello basale è in intimo rapporto con una solida ripercussione trasformante sui rimanenti Centri di forza. Tuttavia la prudenza consiglia di agire sopra tutti gli altri undici centri ai fini di un risultato stabile e radicale. La frase evangelica di Gesú sulla tematica del cuore è densa di significato: « Beati i puri di cuore perché vedranno Iddio ». La Cardiognosi, che deriva dal greco, cardias = cuore e gnosis = conoscenza in senso metafisico, mistico e archeosofico, è la conoscenza del cuore nella fede e nell’amore. Al cuore fisiologico corrisponde, come ho già detto, il Centro cardiaco che si trova sopra la mammella sinistra, a parte qualche variante di localizzazione di poca entità riscontrabile da individuo a individuo. Lo spostamento di questo punto ha dato origine al detto antico dei Padri eremiti del deserto, « cercare il luogo del cuore ». Questa ruota ignea, raffigurata in arte con il cuore fiammeggiante di Cristo (il Sacro Cuore), ha dodici raggi. La sua tinta è di colore rosso e giallo oro lucente. Nella iconografia ai fini della ritualistica teurgica si rappresenta con una stella a sei punte, simbolo dell’unione del maschile e del femminile quali princípi e del Macrocosmo con il Microcosmo. Questa stella è formata da due triangoli intrecciati con al centro il Nome di Dio e del Salvatore Gesú, scritto in lettere ebraiche con la Jòd, Hè, Vàu, Hè, inserendo fra la prima Hè ed il Vàu una Scìn che si legge Jèsua, ma si legge anche Yahveh. Attorno alla stella vi è un cerchio che compone la stella a 12 punte; in ognuna di queste punte vi sono distribuite le lettere del Nome di Dio JHVH a partire dalla punta piú in alto (fig. 8). Il Nome di YAHVEH significa « L’Eterno ». Dal punto di vista della sperimentazione il risveglio di questo centro si risolve nella percezione della Luce Taborica e della Parola del Silenzio, il suono della Vita Cristica. E’ lí che risiede la parte piú elevata dell’anima, simile a una fiamma d’amore. Sul piano affettivo, la funzione ordinaria si svolge con l’alimentazione della speranza, dell’ansia, del dubbio, del rimorso, della trepidazione e dell’esitazione; ma queste devono essere modificate, sublimate, capovolgendone i valori morali. Secondo l’antico esoterismo dei Profeti d’Israele, il Centro cardiaco è in rapporto con la sesta Sefirà dell’Albero Sefirotico, cioè con Tiferet, che vuol dire Bellezza. Fa parte delle corrispondenze l’Arcangelo Michele (= Colui che è simile a Dio). La predisposizione ad un cattivo funzionamento diventa una predisposizione all’amore di se stesso o egoismo, ma se è attivo nel bene, allora predispone alla vita di comunità, amore dell’anima; predispone alla spiritualità. Fra i corpi sottili il predominio è per il Corpo mentale superiore e il Corpo causale. Quale principio immortale predilige l’anima emotiva e in parte lo spirito. Il flusso di energia gialla in circolazione nel Centro del cuore impregna il sangue e lo conduce in tutte le parti del corpo. Arriva al cervello e lo satura per dirigersi al piú elevato organo sensoriale spirituale, il Centro coronale situato in cima al cervello. Nel cervello stimola i piú alti pensieri metafisici e filosofici. Dopo il risveglio del centro cardiaco eterico, il corrispondente centro emozionale conferisce la facoltà di sentire, accogliere e comprendere i sentimenti delle entità emozionali. Nella sua coscienza fisica fa provare le ansie, le pene e le gioie della gente, e per simpatia arriva a riprodurre in se stesso le sofferenze degli altri. Gli esercizi di risveglio promuovono la fenomenologia paranormale con la chiaroveggenza e la chiaroudienza, permettendo di uscire dal corpo e di rientrarvi per contattare i piani o cieli cosmici. Un ottimo sviluppo del Centro cardiaco conferisce la levitazione, la bilocazione, l’invisibilità, il camminare sull’acqua, il volare nel cielo, l’entrare nel corpo di altri uomini per rianimarli. Sulla levitazione in coloro che hanno sviluppato il centro del cuore la letteratura cristiana è documentatissima, basta leggere l’autobiografia di santa Teresa d’Avila: « Un giorno, durante una conversazione sulla santissima Trinità, santa Teresa fu cosí toccata dal linguaggio celeste di san Giovanni della Croce al punto che si gettò in ginocchio per ascoltare con piú rispetto. Subito le loro anime si abbracciarono. Giovanni della Croce entrò per primo in estasi, e si innalzò in aria con la sua sedia. Teresa, che era in ginocchio, rimase in questa posizione, e anche lei elevata in aria. Beatrix di Gesú, allora religiosa dell’Incarnazione, e che passò poi alla Riforma, entrando nel parlatorio per portare un messaggio alla nostra santa, fu testimone del prodigio ». La meditazione sul cuore o Cardiognosi mette in contatto con la divina luce increata Tiferet (Bellezza) dalla quale il giusto riceve l’illuminazione Taborica. Fra le correlazioni anatomico-fisiologiche oltre al Plesso cardiaco del simpatico che controlla la funzione cardiocircolatoria, vi è da tener conto della ghiandola sessuale, della tiroide e dell’ipofisi, ma è sinergico della corteccia surrenale. Il timo è psichicamente la ghiandola della continenza e dell’amore spirituale. Ora chi medita a lungo nel senso ascetico cristiano sul Centro del cuore ottiene un’azione benefica sul timo e sulle medullo-surrenali, ma il lasciare degenerare questa ghiandola del timo è come chiudere la porta alla salvezza dell’anima, perché è la ghiandola dell’infanzia. La nota espressione del Cristo sulla tematica che bisogna diventare bambini per entrare nel Regno dei Cieli potrebbe avere un qualche riferimento allo sviluppo o alla atrofia del timo. L’elemento del centro cardiaco è l'aria. La meditazione sul cuore per renderlo puro si risolve nella carità unita all’amore del prossimo, cioè nell’agapè. Chi, ritmando sul respiro secondo i tempi 4:4:4:4 oppure 1:4:2, chiama nel cuore il Nome di Gesú nel modo che ho spiegato nel quaderno 11° di Archeosofia, perseverando in questa invocazione meditata può realizzare l’incontro con il Figlio di Dio.
dal capitolo "Il Centro cardiaco: sue caratteristiche e cardiognosi" estratto da Tecniche di Risveglio Iniziatico |
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