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La Caduta di San Giovanni d'Acri
Con la fine del XIII secolo si accentuò la parabola discendente del ciclo templare. Il Gran Maestro del Tempio, i principali dignitari dell'Ordine, il patriarca di Gerusalemme, non cessavano di dare l'allarme, ripetendo che la Terrasanta era perduta se l'Occidente non avesse operato immediatamente un grande sforzo. Ma i loro messaggi non venivano presi in considerazione.

 

Dopo aver perduto posizioni su posizioni, non restava ormai che San Giovanni d'Acri, dov'era riunito tutto ciò che sopravviveva. Il sultano, che aveva già sconfitto le regioni a nord e a sud del regno, arrivò sotto Acri giovedì 5 aprile 1291.
 
La sproporzione tra le forze in campo era enorme: 800 Templari e 10.000 poulains contro 200.000 musulmani.

Intorno alla città la pianura si coprì di una moltitudine di tende dominate dal rosso padiglione del sultano, elevato su una altura. Durante 8 giorni non accadde nulla: ciascuno si preparava.

Poi le macchine entrarono in azione appoggiate dal tiro rapido dei mangani, più leggeri e numerosissimi. Giorno dopo giorno i saraceni avanzavano e ad ogni attacco il Maestro ed i suoi Templari rispondevano con ogni possibile sortita ed una strenua difesa, fino alla morte del Maestro.

Venerdì 18 maggio "una grande nacchera" risuonò, dando il segnale dell'assalto. I musulmani avanzavano su tre file: la prima recava grandi scudi, la seconda era composta da lanciatori di fuoco greco, la terza da arcieri che scoccavano "dardi e frecce piumate così numerose che pareva pioggia che cadesse dal cielo".

Il Maresciallo Pietro di Sévry organizzò la resistenza nella munitissima fortezza del Tempio di Acri, dove si rifugiarono 10.000 persone. Gli assalitori allora aprirono una breccia nelle mura e si precipitarono nella fortezza in un così grande numero che i puntelli degli scavi cedettero sotto il loro peso, provocando la rovina di tutta la fortificazione.
 
Gli ultimi Templari si seppellirono sotto le macerie, ma portarono con loro 2.000 musulmani.
Questa fu la fine di San Giovanni d'Acri.

 

Alessandro Benassai
estratto da  Il Mistero dei Templari  
 
 
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