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Il Cammino di Santiago di Compostela
Un antico pellegrinaggio che merita un accenno è quello di Santiago di Compostela. Sant'Yago, cioè San Giacomo il Maggiore, fratello di Giovanni, detto anche "fratello di Cristo", che fu presente alla Trasfigurazione di Gesù, si recò ad evangelizzare in Spagna. Dopo essersi fermato per molti anni a Saragozza, dove la Vergine gli apparve su una pietra tuttora conservata nella cattedrale, si stabilì nel nord della Spagna con due suoi discepoli. Dopo la sua morte, nel I secolo gli fu eretto un santuario.

La cattedrale di Santiago de Compostela è un grande ed insigne monumento d'arte romanica. Distrutta dagli Arabi nel secolo X venne ricostruita a partire dal 1075 da un maestro Bernardo, francese, e portata a termine nel 1211.
 
Nell'atrio della cattedrale si trova la famosa colonna di Santiago dove i pellegrini inginocchiandosi appoggiano ormai da secoli le dita della mano destra su 5 incavi scolpiti nella colonna e nel raccoglimento interiore chiedono una grazia.
 
Questo rituale tradizionale prosegue dentro la cattedrale con una serie di gesti e preghiere. Il pellegrino si dirige verso nord, recita una preghiera, si segna con una croce per 7 volte e compie un giro su se stesso. Poi si porta a sud ripetendo le medesime operazioni. Quindi si dirige verso l’altare maggiore dove è posto in alto il busto d'argento tempestato di pietre preziose che contiene la testa dell'apostolo guerriero-pellegrino.
 
Sale le scale che portano al retro del busto reliquiario, vi appoggia con devozione le mani e
recita un'orazione. Sant'Yago è raffigurato sia come pellegrino con la bisaccia ed il bastone da viaggio, sia come guerriero a cavallo, in lotta contro i nemici della fede, riunendo così in sé i due aspetti dell'Apostolo-Guerriero.

A qualificare il loro itinerario i pellegrini medievali dovevano mostrarsi contraddistinti da segni speciali che evidenziavano la loro destinazione: la conchiglia per Santiago de Compostela, le chiavi incrociate per Roma, la croce o il ramo di palma per Gerusalemme, l'effige di San Michele per le Mont Saint Michel o per il Gargano.
 
Con il X secolo i pellegrinaggi cominciarono ad intensificarsi, con particolare riferimento a Santiago de Compostela ed a Gerusalemme. Gradualmente cominciò a farsi sentire una volgarizzazione dell'aspetto misterico tradizionale. Il pellegrino stava diventando via via più un visitatore turistico che il mistico alla ricerca della Verità.
 
San Bernardo interviene, con il suo Itinerario ai luoghi santi descritto nel De Laude, chiarisce l'orientamento interiore che deve animare il vero pellegrino, e ben lungi da itinerari formali, così si esprime:
 
"Il Tempio di Gerusalemme, nel quale hanno comune dimora [i Templari], è senza dubbio inferiore al celebre antico tempio di Salomone quanto a bellezza architettonica, ma non gli è da meno quanto a gloria. Mentre lo splendore dell'antico tempio consisteva nelle ricchezze corruttibili dell'oro e dell'argento, nelle pietre ben tagliate e nelle travi di varie qualità di legno pregiato, il decoro ed i begli ornamenti del nuovo tempio sono il pio comportamento di coloro che vi abitano e la loro perfetta condotta di vita. Il primo era mirabile per la varietà di colori; il secondo è venerabile per la varietà delle virtù e delle sante azioni. Difatti la santità conviene alla Casa di Dio, che si compiace non tanto dei marmi splendenti quanto piuttosto dei buoni costumi, e che alle pareti coperte d'oro preferisce le anime pure".
 
Alessandro Benassai
estratto da  Il Mistero dei Templari  
 
 
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