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Archeosofia, la Sapienza Divina
Dell'Archeosofia San Paolo tramanda una raffinata definizione nella prima lettera ai Corinzi (6:16) ed ai Colossesi (1:26). Ecco quanto dice nella lettera ai Corinzi: "Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Sta scritto infatti:

Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
queste ha preparato Dio per coloro che lo amano.
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni
cosa, anche le profondità di Dio.

Chi conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. L'uomo naturale [il profano] però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. L'uomo spirituale [l'Iniziato] invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno."

Tommaso Palamidessi, in una sua conferenza tenutasi a Prato il 25 Aprile 1971, disse che bisognava leggere e rileggere i Quaderni di Archeosofia non accontentarsi di una singola lettura perché, come per i Vangeli, ad ogni lettura lo studioso scopre qualcosa di nuovo, perché i Quaderni, come i Vangeli, "sono fatti ascoltando Iddio.... Quando la parola di Dio si sente e coincide con i dati della cultura e della scienza, allora la pagina viene scritta. Ecco perché sono importanti ed ogni volta si scopre di più, perché quei Quaderni li ha scritti un autore, ma al tempo stesso non li ha scritti l'autore, vengono da un carisma. C'è un carisma su noi tutti archeosofi. E questo carisma, questa forza che arriva dall'alto, a un certo momento viene captata, viene percepita.... un messaggio che poi è convalidato da tutta questa ricerca letteraria e scientifica che dà delle risultanze."

Un dialogo con la Sapienza Eterna precede sempre la stesura di ogni trattato di Archeosofia, ed ogni "Quaderno" -come mi disse l'Autore- viene forgiato prima nella mente, e una volta perfezionato, ultimato, viene poi portato alla luce come un parto in uno scritto che come un corpo "incarna" il pensiero in cui brilla l'idea sviluppata dalla volontà d'amore.

È un faticoso travaglio sofferto per amore di Dio e per la salvezza degli uomini. È un lavoro di scoperta, elaborazione, rivelazione e diffusione della Sapienza di Dio attraverso le intenzioni, le parole, i simboli e i metodi adatti alla mentalità del nostro tempo ma anche con quelle rivelazioni comprensibili nel secolo futuro.

 
Alessandro Benassai 
 
 
 
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