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La Scienza della Respirazione
Respirare significa vivere. Non respirare vuol dire morire. Infatti fino a quando una persona respira la sua vita continua, ma appena cessa il suo ultimo respiro, allora subentra la rigidità cadaverica.
 
Da migliaia di anni gli asceti delle civiltà asiatiche, europee, americane e mediterranee, hanno riconosciuto nella respirazione, la via giusta per la difesa della salute e del controllo psichico per ottenere la perfezione interiore.
 
Come dicevamo, da tanti e tanti secoli serpeggia nelle diverse scuole mistiche e iniziatiche una scienza della respirazione che si scopre nell’antico Egitto e nei Sufi islamici, negli Yogi indù, nei Taoisti cinesi e del Giappone, fra gli Esseni del Mar Morto, i Terapeuti d’Alessandria ed i Cristiani del deserto, del Monte Athos e dei monasteri medioevali; di qui una scienza della respirazione che conobbero Mosé, Giacobbe, Buddha, Pitagora, Patanjali e Cristo, e che nel tempo ha dato spunti per considerazioni importantissime sulla funzione biologica dell’aria e dell’energia vitale in essa contenuta, nonché la scoperta di una ginnastica respiratoria fatta con metodo per combattere l’ansia, i sentimenti di paura e insicurezza, la collera, dato che il controllo e freno del respiro , cioè l’entrata e l’uscita dell’aria dai nostri polmoni, permette la vigilanza sulle emozioni.

L’uomo nervoso respira a insufficienza; quello in collera ed in preda alla paura ha il respiro corto e una respirazione accelerata. Basta respirare lentamente, progressivamente ed in profondità per ritrovare la propria calma e serenità.
 
La respirazione è una delle funzioni più significative della fisiologia e della psicologia. Si può vivere senza acqua almeno per una settimana, vi sono state persone che sono vissute 40 o 50 giorni e anche di più senza nutrimento, ma senz’aria si vive pochi minuti.

Le emozioni influenzano la respirazione, e quindi il cuore, la circolazione del sangue e le strutture neuro-ormoniche. È noto a tutti come, per cause emotive, si provi fatica a respirare, si rimanga senza fiato o si senta oppressione al torace. La respirazione dell’individuo comune è generalmente aritmica, variabile secondo la tensione mentale e le circostanze esteriori provocatrici di turbamento. Questa irregolarità produce l’instabilità e la dispersione per sopravvenuta fluidità psichica. Di questo è edotta la moderna medicina psicosomatica , che però allo stato attuale ha fatto pochi passi soffermandosi appena all’asma bronchiale e ad una certa componente emotiva; tuttavia è possibile estendere molto la ricerca, almeno a 100 tipi di respirazione e altrettanti stati emotivi. Così è dalla nostra personale esperienza.
 
I Pitagorici e gli Ippocratici hanno lasciato interessanti osservazioni per una bonifica umana, perciò dettero notevole importanza alla ginnastica respiratoria.
 
La scienza della respirazione, cioè l’educazione del sistema nervoso polmonare, trae i suoi motivi dalla constatazione che c’è una interdipendenza fra la circolazione del sangue, il cuore e il ritmo della respirazione , direttamente influenzati dalle emozioni e dai pensieri. È noto, come abbiamo già accennato, che per cause emotive, scaturite da ragionamenti e considerazioni, si fa fatica a respirare e si rimane senza fiato, il cuore batte più svelto, subisce veri e propri collassi, ecc. Una dimostrazione immediata si ha dal confronto degli atti respiratori con le pulsazioni del cuore per ogni minuto primo. Normalmente nell’adulto la frequenza respiratoria è di circa 15-20 atti al minuto (ogni atto risulta costituito da una inspirazione e una espirazione).
 
Contemporaneamente il cuore si contrae alternativamente 70-72 volte per l’uomo, mentre per la donna arriva a 80. Le arterie ricevono a intermittenza il sangue che viene trasmesso loro dal cuore; il dito appoggiato su di una arteria riceve ad ogni dilatazione un impulso chiamato polso. In ultima analisi, il polmone e il cuore si comportano come due ingranaggi montati l’uno sull’altro, per cui ogni aumento o diminuzione del ritmo respiratorio coincide con un aumento o diminuzione del ritmo cardiaco. La respirazione è quindi il grande bilanciere dell’organismo, la cui funzione è di ristabilire l’equilibrio quando questo è turbato. Le frequenze variano con l’età, il sesso e gli stati fisiologici. Le pulsazioni del cuore diminuiscono nel sonno, nel digiuno e nell’ibernazione.

 

dal capitolo "ASCETICA ARCHEOSOFICA E PREMESSA ALLA SCIENZA DELLA RESPIRAZIONE"
 
 
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