| Il Centro Frontale |
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Sulla fronte, alla radice del naso e all’altezza delle sopracciglia, si trova il Centro frontale, ampiamente trattato in un libro di prezioso contenuto iniziatico. Questo Centro è il punto di partenza delle operazioni volitive, del comando per influenzare gli altri Centri e concentrare la mente, associando alla delicata operazione i mantici dell’alchimista e l’arte di usarli. L’arte e il regime dei mantici in India si chiama Prânâyâma (controllo e direzione del respiro vitale), ma senza andare a cercare i segreti dell’Arte Regia in Asia, dove abbiamo soggiornato a lungo, la nostra tradizione ermetico-alchimistico- Kabbalistico-cristiana è in grado di saperne molto. Il Centro frontale è il dispositivo della coscienza individuale, della consapevolezza e delle facoltà mentali, ma anche il punto psicosomatico d’incontro con le divine energie increate, quando è opportunamente esercitato. In questo Centro, il Discepolo riceve gli ordini e le istruzioni telepatiche del suo istruttore spirituale, messaggi che vengono trasmessi anche con la spada dell’Iniziazione all’organo del corpo eterico , poi a quello astrale , successivamente al centro frontale del corpo mentale e infine al corpo causale che informa lo spirito dotato di volontà, memoria, e intelletto. Preso atto dei messaggi, lo spirito risponde ripercorrendo lo stesso cammino fino al cervello fisico che irradia tutto il sistema nervoso, ormonale e sanguigno, secondo un dinamismo nuovo. Ovviamente questa ricettività del recipiendario, sia egli Apprendista, Compagno o Maestro, ovvero Diacono, Presbitero ed Episcopo alla maniera ekklesiale antica ed esoterica, dipende dalle predisposizioni conquistate in precedenti allenamenti, nella presente o in altre vite. Ma tale ricettività nel campo mistico e iniziatico delle scuole esoteriche, è quanto mai necessaria e indispensabile per progredire e far buon uso dell’avviamento ricevuto dall’Iniziatore ai vari gradi, che fondamentalmente sono tre. Questa esigenza inderogabile è un grave inconveniente nel caso di carenze naturali colpose, sia che si tratti della Massoneria che della Chiesa cristiana. Fino a che punto la predisposizione alla perfettibilità è sicura in chi riceve il Battesimo , la Cresima e l’Ordine Sacro secondo la linea Apostolica di Cristo? E fino a che punto sussistono le predisposizioni tanto da giungere al grado della maestria dei continuatori di Hiram? Con queste considerazioni non intendiamo gettare il discredito su queste istituzioni, ma ricordare la necessità di porvi rimedio subito, perché senza questa predisposizione alla ricettività, spontanea e alimentata dalle pratiche di meditazione sui simboli e sul regime di vita morale qualitativamente adamantina, i riti sono anemici, malati e carenti di assistenza divina. Ma non allarmiamoci: l’uomo è perfettibile, ed è tale perché dotato di libero volere e creato ad immagine e somiglianza dell’Altissimo. Insistendo ancora sulla trattazione del Centro frontale, è notorio che gli ipnotizzatori, i magnetizzatori ed i terapeuti impongono la loro suggestione e volontà ad un soggetto fissandolo intensamente negli occhi e alla radice del naso. Costoro concentrano la mente e lo sguardo anche sulla nuca, nella regione del cervelletto, ove c’è l’altro centro importantissimo: il Centro occipitale, collegato a quello della fronte. Entrambi costituiscono una base al senso dell’Io. Il Centro frontale corrisponde a un pensiero astratto di una purissima intellettualità, ora molto intenso, lucido e penetrante, ma è instabile e complesso; la sua unificazione intorno ad un tema richiede un enorme sforzo volontario di concentrazione . Gli esichiasti cristiani greci e russi (con i quali siamo stati in diretto contatto), lo conoscono da lunga data, e così pure gli Yogi dell’India e del Tibet, e gli Esseni di un tempo. La sua funzione quale organo sensoriale spirituale, è specifica del "Corpo Causale", del mentale superiore e dello spirito; quindi presiede all’intuizione e alla visione intellettiva. Fra il Centro frontale e quello basale, alla base della colonna vertebrale, vi è uno scambio di energie psichiche, e così pure con il Centro occipitale. Nell’esoterismo biblico degli Esseni, il Centro frontale è in rapporto con la Sefirà Hokhmà, che significa Saggezza. Il Nome di Dio che vi corrisponde è Jah, da scriversi in lettere ebraiche quale abbreviazione del Tetragramma (=nome di 4 lettere), o Jhvh, e indica la proiezione dell’unità assoluta di Dio. Per l’iconografia è rappresentato da un cerchio bianco e luminoso con un triangolo inscritto a vertice verso il basso, con al centro le lettere dell’AUM ebraico equivalente dell’AUM sanscrito e dell’OM tibetano. L’AUM è la "Parola di Gloria", il Verbo di Dio che troverete nel quaderno di fonetica ebraica e dei Nomi ebraici di Dio.
Malgrado sia difficile disciplinare il centro del comando a causa della sua instabilità e complessità, retto dalle leggi dell’associazione dei pensieri, è necessario forzarlo alla disciplina per unificarlo intorno ad un tema, poiché tende al libero gioco anarchico che occorre impedire. Questo sforzo di volontaria concentrazione comporta fatica, alla quale sovente cede spezzandosi, esaurito nelle sue forze, finché il pensiero si dissolve. È il modo di pensiero usuale quando cerchiamo la soluzione di un problema o concentriamo la mente per risolvere una difficoltà che richiede tutta l’agilità del nostro intelletto e una forza viva. Chi riesce a svilupparlo, gode giorno e notte dell’emozione divina, ma non perde la coscienza dell’Io. Il centro della fronte purificato da una santa vita pubblica e privata conforme all’esempio di Socrate, Pitagora e Cristo, sottoponendolo con la continua meditazione a uniformarsi alla Sapienza di Dio, recitando con la preghiera i logodinami ebraici AUM e JAH, apre l’accesso alla seconda via della Saggezza il cui nome è "Intelligenza illuminatrice", chiamata anche "la Ragione che illumina", la "seconda Gloria". Nell’ordine morale il risveglio del "Centro frontale" è la Direzione. Le correlazioni sul piano biologico sono il Plesso Cavernoso, l’Ipofisi o ghiandola Pituitaria, l’occhio sinistro e il naso, perciò c’è un rapporto con la ramificazione naso-ciliare del plesso cavernoso del simpatico attraverso la divisione oftalmica del quinto nervo cranico, che termina nei muscoli ciliari delle iridi e alla radice del naso per via dei canali sopra-orbitali. La pituitaria o ipofisi facilita la formazione di un’immagine interiore; può essere il meccanismo fisico del senso creativo con immagine, e quindi in rapporto alla meditazione dei simboli . Lo sviluppo del centro correlato e del rispettivo plesso nervoso è subordinato agli esercizi quotidiani e continui per rafforzare l’Io, la volontà e la concentrazione mentale. dal capitolo "IL PUNTO DI PARTENZA DELLE OPERAZIONI MEDITATIVE SUL SIMBOLO" estratto dal 14° Quaderno di Archeosofia |
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