| La Sessualità e i Misteri |
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Nella prassi misterica antica, l’aspirante alla deificazione, all’unione totale con il Nume, doveva passare per numerose prove ed esperienze per vincere se stesso onde ricevere alla fine il battesimo, provare la morte e la risurrezione , discendere all’Inferno e trasfigurarsi nel Sole. Il neofita o misto era sottoposto ad una particolare esperienza sessuale, connessa all’esoterismo dei sessi, alla legge delle polarità ed al risveglio del così detto "Fuoco Sacro". Era vigente una concezione che ancora oggi trova riscontro nello Yoga Tantriko, le cui tecniche sono indiscutibilmente vere ed efficaci. Infatti, nel Tantrismo indù e tibetano, antico e attuale, si trovano le analoghe esperienze di Eleusi, Samotracia, Egitto di un tempo: esperienze nelle quali era impegnata la sfera sessuale di colui che veniva iniziato ai Misteri (il misto). Una sacerdotessa riceveva per i suoi meriti la divina presenza del Dio secondo il suo aspetto femminile metafisico (nei Misteri Egizi era la Dea Iside). Questa Donna deificata insediata nel tempio, accoglieva nella sua intimità spirituale, affettiva ed erotica, l’asceta vincitore delle prove. Se il misto era una donna, allora costei poteva unirsi intimamente con in Nume (l’Osiride nei Misteri Egizi), fisicamente rappresentato da un Adepto del Tempio, che accoglieva spiritualmente e sessualmente la neofita, l’inizianda, perché diventasse con lui un solo spirito, una sola anima e un solo eros, proiettati nel Nume. Questa esperienza era ottenuta con tecniche sessuali speciali, che nello Yoga Tantriko prendono i nomi di maithuna e Kundaliniyoga, e nella Tradizione Ermetico- Alchemistica vengono designate con il termine di "operazione a due vasi". La sessualità misterica della Grecia antica, dell’Egitto, dell’India o della Cina e Giappone, subì, senza mutare la sostanza delle cose, notevoli innovazioni dopo l’Avvento e la rivelazione del Messia Gesù. Intendiamo dire che il Cristo pose l’accento sul problema sessuale confermando la sacralità dell’atto sessuale per i soli coniugi. Egli indicò la via della castità ai celibi e alle nubili, e quella dell’ascesi in due a coloro che, amandosi, si sposano. Nel matrimonio saggiamente celebrato, scegliendo un coniuge di mentalità affine, cioè archeosofica, è possibile mettere in pratica ciò che nei Misteri antichi si celebrava in un certo modo per mancanza di quella rivelazione divina arrivata più tardi e insegnata ai popoli di tutta la terra dalla viva voce del Cristo. La sessualità , l’eros, l’istinto genetico devono essere sublimati, purificati per diventare, da strumenti di servaggio bestiale, strumenti di libertà e gioia. A tanto si perviene con un regime appropriato, che abbiamo trattato esaurientemente nel 12° quaderno: LA MEDITAZIONE SULLA SFERA SESSUALE E L’ASCESI. dal capitolo "LA SESSUALITÀ ED I SUOI PROBLEMI ESOTERICI NELLE RAPPRESENTAZIONI MISTERICHE DI ELEUSI, ORFISMO, SAMOTRACIA, EGITTO, INDIA E NEL CRISTIANESIMO OCCULTO" estratto dal 4° Quaderno di Archeosofia |
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