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La Disciplina dell'Arcano
Sull’esempio del passato, quando si ebbero le rivelazioni di Mosè e di Ermete Trismegisto, anche la rivelazione cristiana dei primi secoli fu suggellata dalla legge del silenzio, secondo l’avvertimento di Gesù ai discepoli: "Non date ciò che è santo ai cani, e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci, perché non le calpestino coi loro piedi e, rivoltandosi, vi sbranino" (Matteo,7:6). Parole veraci e sempre attuali!

Il silenzio, oltre ad essere una difesa contro le profanazioni e le false interpretazioni dei non illuminati, è una forza, e come tutte le forze serve a rendere un movimento iniziatico più forte. Ma se il divulgare una rivelazione divina ed i risultati di certe esperienze archeosofiche, cioè i Misteri , è un’imprudenza per la possibile leggerezza di alcuni seguaci, anche il silenzio ha i suoi aspetti negativi. Specialmente oggi che l’umanità entra in una crisi acuta, certe verità non si possono tenere ancora occultate, perché la salvezza di molti dipende proprio dalla conoscenza di queste. Del resto, per diventare Iniziati e Figli di Dio ci vuole tanta forza, tenacia e intelligenza, che la via alla comprensione dei Misteri diventa, per taluni, una strada senza uscita.


Il silenzio esagerato fa perdere la chiave della scienza dei Misteri . Diceva Gesù agli Scribi e ai Farisei: "Avete usurpato la chiave della scienza, e non siete entrati voi e avete impedito quelli che vi entravano" (Luca,XI,52). Ora, dal tempo dei primi Apostoli, a forza di tacere, siamo arrivati al mutismo assoluto in fatto di Misteri. Chi sapeva è passato ad altra vita, colpito dalle persecuzioni o cedendo alla vecchiaia, per cui della Tradizione integrale cristiana c’è rimasta la scorza o il guscio di un seme sapienziale. La Gnosi, quella di Clemente d’Alessandria, fu talmente filtrata da sparire del tutto. Perciò, gli estremismi non sono mai costruttivi. La storia ecclesiastica può dirci tanto.

Molte cose noi sappiamo, ma francamente ci chiediamo, non senza perplessità: quante orecchie sono pronte per ascoltarci? Quanti buoni intelletti per comprenderci? L’Ecclesiaste dice che: "per ogni cosa c’è il suo momento e di ogni faccenda viene la sua ora sotto il cielo... tempo di tacere e tempo di parlare" (3:1- 7). È oggi il tempo di parlare? Possiamo sviluppare il nostro programma? In quanti apprezzeranno il nostro sacrificio?

 

dal capitolo "TEMPO DI TACERE E TEMPO DI PARLARE
IL SEGRETO INIZIATICO E LA DISCIPLINA DELL’ARCANO"
 
 
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